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Attualità mercoledì 21 ottobre 2020 ore 19:05

Rivolta dei commercianti "Occuperemo le piazze"

Firenze è uno dei dieci capoluoghi di regione italiani che ospiteranno la mobilitazione dei gestori dei pubblici esercizi, pronti ad occupare le piazze 



FIRENZE — Firenze è tra le dieci città italiane nelle quali i gestori di pubblici esercizi scenderanno in piazza per la grande mobilitazione organizzata da Fipe-Confcommercio con l’obiettivo di chiedere alla politica un aiuto per non morire. In Toscana il comparto è rappresentato da circa 22mila imprese, delle quali almeno 3mila, secondo Fipe, sarebbero a rischio sopravvivenza entro il 2020.

Mercoledì 28 Ottobre alle 11 e 30 i gestori dei locali occuperanno contemporaneamente le piazze di 10 città italiane capoluoghi di regione: Firenze, Milano, Roma, Verona, Trento, Torino, Bologna, Napoli, Cagliari, Palermo, oltre Bergamo. A Firenze l’appuntamento sarà in piazza Duomo di fronte a Palazzo Sacrati Strozzi, sede della Regione Toscana.

"Gli ultimi provvedimenti presi da governo e alcune Regioni per il contenimento della seconda ondata di Covid-19 stanno mettendo definitivamente in ginocchio i pubblici esercizi - ha detto il presidente di Fipe-Confcommercio Toscana Aldo Cursano, che di Fipe nazionale è anche vicepresidente vicario - non soltanto i ristoranti, svuotati dall’effetto psicologico negativo determinato dall’impennata di nuovi casi, ma anche i bar, i locali di intrattenimento e le imprese di catering e banqueting, impossibilitati a lavorare a causa delle restrizioni sugli orari di apertura e sui partecipanti a eventi e matrimoni”.

“Le nuove regole ancora più restrittive del Dpcm 18 ottobre mettono in ginocchio tante aziende. Non riusciamo davvero a capire perché il governo si ostini a considerarci un problema quando invece potremmo essere una risposta responsabile alla voglia di socialità - ha aggiunto Cursano - Eppure, consapevoli della gravità della pandemia, con tanti sacrifici abbiamo investito tempo e denaro nella messa in sicurezza dei nostri locali e nella formazione degli addetti. Tutto pur di riaprire e garantire ai clienti la massima tranquillità. È impensabile che l’unica ricetta proposta per contrastare la pandemia sia quella di chiudere tutto o di generare una psicosi di massa. Coniugare sicurezza e lavoro è possibile e deve essere l’obiettivo principale del governo e della politica tutta”.

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