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Attualità martedì 20 ottobre 2020 ore 11:11

"La ristorazione è in terapia intensiva"

Il presidente della Confcommercio Firenze ha lanciato un nuovo appello al governo dopo il ricorso allo smart working e la chiusura dei congressi



FIRENZE — Il ricorso al lavoro agile unito agli orari ridotti ed alla richiesta di uscire solo lo stretto necessario "hanno mandato il nostro settore in terapia intensiva" così Aldo Cursano, presidente della Confcommercio di Firenze, ha commentato le restrizioni dell'ultimo periodo. 

Secondo le stime della confederazione "L'Italia ha già perso 24miliardi di euro dall’inizio della pandemia e rischia ora di perdere ogni mese un altro miliardo e 300 mila euro, con il risultato di mettere a rischio entro il 2020 la sopravvivenza di ben 300mila posti di lavoro e 50mila imprese, 3mila solo in Toscana sulle circa ventimila esistenti".

"Chiediamo con urgenza indennizzi per il fatturato perso, rinnovo del credito d’imposta sugli affitti e proroga della cassa integrazione" questo il nuovo appello lanciato al governo dopo le ultime disposizioni. 

“Se bar e ristoranti in qualche modo si salvano, pur fortemente penalizzati in alcuni casi, senza congressi e cerimonie si decreta la morte di catering e banqueting. Le discoteche erano già state sacrificate. Insomma, si uccide il mondo dello svago e della socialità” ha aggiunto Cursano, presidente regionale toscano e vicepresidente vicario nazionale della Federazione Italiana Pubblici Esercizi,

I fattori che indeboliscono la domanda. "Il ritorno al 75 per cento dello smart working per gli uffici pubblici, che svuota le città e rende inutile la funzione dei nostri locali, poi l’allarmismo, non sempre giustificato, che ha spento la voglia di uscire e frequentare pub e ristoranti, pur nelle condizioni di massima sicurezza. Così è quasi inutile restare aperti, per qualcuno può essere una rimessa. Pure aver anticipato alle 18 la possibilità di consumare in piedi al bancone uccide la metà dei bar”.

"Il presidente del Consiglio, che ho incontrato la settimana scorsa a Roma insieme alla delegazione di Fipe-Confcommercio nazionale, ha compreso la serietà e il senso di responsabilità della nostra categoria. E se la ristorazione italiana, unica in Europa, in qualche modo può continuare a lavorare lo si deve a quell’incontro” ha concluso Cursano.

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