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Attualità lunedì 01 marzo 2021 ore 18:50

Presidio contro la nuova chiusura delle scuole

Priorità alla scuola ha organizzato un presidio in piazza della Signoria contro una nuova chiusura delle scuole a causa dell'emergenza sanitaria



FIRENZE — Sono tornati in piazza i membri del movimento Priorità alla scuola per contrastare una nuova chiusura degli istituti e la sospensione della didattica in presenza. 

Gli organizzatori hanno espresso le loro motivazioni citando il testo di una lettera inviata al neo ministro Patrizio Bianchi.

Priorità alla scuola, il movimento nazionale composto da genitori, docenti, studenti e personale ATA ha scritto al ministro "Dopo un anno di pandemia assistiamo a nuove chiusure delle scuole a macchia di leopardo nel Paese indipendentemente dal colore in cui si trova la regione, ignorando le sentenze dei Tar. I nuovi meccanismi per decidere le chiusure sembrano sganciarsi da ogni considerazione sulla scuola, rendendo semplicemente la scuola unico capro espiatorio per l'andamento dei contagi nella società nel suo complesso. Tutto ciò accade mentre il piano vaccinale del Paese resta carente ed è gravissimo che in molte regioni si stenti a far partire la vaccinazione dei docenti e del personale scolastico e degli anziani, misure che garantirebbero le scuole in presenza e in continuità".

Ed ancora "Ci aspettavamo la difesa dell’apertura delle scuole e invece registriamo solo parole di circostanza, o la difesa dell'equivalenza tra didattica a distanza e apertura della scuola. Abbiamo sempre chiesto che le scuole fossero le ultime a chiudere, solo in caso di lockdown totale. Al contrario, un’altra volta, anche sotto il suo Ministero, le scuole sono le prime a chiudere, mentre tutte le attività produttive restano aperte. Anche l’inversione di rotta del Comitato Tecnico-Scientifico in materia di scuole, sotto la pressione politica del nuovo Governo, ci lascia sgomenti e ci fa mettere in dubbio la scientificità delle sue decisioni perché sembrano dipendere unicamente da chi è a capo del Ministero dell’Istruzione e dal suo orientamento, non dalla libertà scientifica dei suoi componenti".

Infine "Ci rivolgiamo a lei per avere dei provvedimenti che consentano di portare a compimento questo anno scolastico, in presenza, e delle risposte a problemi che sono urgenti laddove le scuole sono già state chiuse. Ci aspettiamo che il suo ministero ponga almeno delle condizioni per accettare questo nuovo passaggio alla didattica a distanza integrale di tutte le scuole, che pretenda il completamento della vaccinazione del personale scolastico nell'arco di tempo di chiusura della scuola in presenza, e che questo arco di tempo non superi le due settimane, che il suo ministero si attivi con i colleghi di Governo perché sia garantita la scuola in presenza per i figli di lavoratori essenziali, e che in questa categoria faccia inserire tutti i docenti".

Alla mobilitazione sotto Palazzo Vecchio hanno preso parte anche i consiglieri Dmitrij Palagi e Antonella Bundu "Dopo l'iniziale speranza di una riapertura a seguito del “cambio di corso” del governo, non sembra infatti esserci la volontà di andare avanti. Tutto questo senza assumersi le evidenti responsabilità che il sistema politico e istituzionale ha nel non essere riuscito a predisporre gli spazi necessari per permettere alle nuove generazioni di non vedersi costantemente penalizzate, con un disinvestimento sul loro futuro. È assurdo che invece si decida di fare le Invalsi e, soprattutto, di farle in presenza. Ci uniamo al comitato nel chiedere a gran voce di garantire il diritto allo studio e al Governo di organizzare nelle prossime settimane una riapertura in sicurezza per tutte e tutti, a partire dalla massima tutela di chi lavora nelle scuole".

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