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martedì 25 febbraio 2020

Attualità giovedì 26 settembre 2019 ore 10:20

Polizia Municipale, il rebus del nuovo comandante

In attesa della nuova guida tiene banco il dibattito sul servizio di vicinato, i cittadini chiedono un rapporto diretto con i vigili di zona



FIRENZE — Il controllo di vicinato sarebbe solo la punta dell'iceberg, in ballo c'è una nuova linea operativa sulla sicurezza urbana. Il rapporto con i cittadini affidato alla polizia di comunità continua a far discutere, l'ennesimo botta e risposta a distanza tra l'ex coordinatore del servizio e l'assessore con delega alla polizia municipale si è consumato tra radio e social. Intanto la petizione lanciata dai cittadini continua a raccogliere firme dopo le parole di Marco Lensi, ex vigile di quartiere e coordinatore e dell'assessore Stefano Giorgetti (vedere articoli collegati).

Dietro la soluzione del rebus c'è la nomina del nuovo comandante della polizia municipale dopo l'uscita di scena di Alessandro Casale ad inizio settembre. Al bando comunale hanno partecipato in 50 e la commissione di valutazione dovrebbe individuare un successore entro inizio ottobre, questo l'auspicio di Giorgetti. L'ex assessore delegato alla municipale, Federico Gianassi, aveva sostenuto con convinzione Casale e la sua linea operativa, oltre a lanciare il controllo di vicinato con i security point fissi e dinamici. Cosa cambierà? A dettare la linea, durante la reggenza del Corpo affidata a Giacomo Parenti, è lo stesso Giorgetti che nelle ultime ore ha anticipato una visione del servizio che accentra le segnalazioni nella centrale operativa e punta ad una razionalizzazione di uomini e mezzi. 

L'assessore Stefano Giorgetti è intervenuto nuovamente sull'argomento dai microfoni di Lady Radio dove ha ribadito che il servizio è ancora attivo, ma anche la necessità di passare per la centrale operativa" questo per "aggiungere ulteriore personale, prima impegnato in ufficio, al servizio in strada". Sono emerse anche problematiche logistiche dovute allo spostamento degli agenti dalla centrale di via dell'Agnolo. Sempre in attesa di cosa deciderà il nuovo comandante

Marco Lensi ha replicato sui social "Iniziare un lavoro dalla sede di via dell'Agnolo porta inevitabilmente ad investire tempo nel percorso di avvicinamento al quartiere specifico, ma questo era parte di una volontaria partecipazione all'uso dei mezzi pubblici dove iniziava la presenza vera di quel concetto di quartiere che si vuole avvicinare al cittadino anche nei suoi spostamenti... per cui era da considerare tempo guadagnato e non perso". Poi sul tema caldo dell'accentramento delle segnalazioni "Usare il numero della centrale operativa che deve soddisfare le richieste di urgenza - secondo Lensi - per le segnalazioni da trattare attraverso una programmazione ed una attenzione continuativa nel tempo nonché per dare soddisfazione al cittadino anche nelle sue sensazioni o emozioni come deve essere in un servizio di vicinanza, contatto, collaborazione ascolto è una gran bischerata  priva di senso che rovinerà la stessa centrale o servirà per stancare il cittadino a cui non sarà data adeguata considerazione". "Ci sono altre cose che vorrei aggiungere ma gradirei farle in un confronto diretto come va di moda adesso" ha concluso l'ex coordinatore.

Intanto i cittadini sostengono la linea del potenziamento del servizio ed i Comitati, a partire dal centro storico, e da San Jacopino a Bellariva, lanciano un appello mediatico al nuovo comandante invitando ad una maggiore familiarità nei rapporti con i cittadini che preferiscono avere "risposte immediate" alle segnalazioni per aumentare la percezione di sicurezza, altrimenti attenuata da "lunghe attese telefoniche".



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