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Attualità lunedì 05 ottobre 2020 ore 08:42

Paura dei ristoratori per focolai Covid e chiusure

Gli imprenditori hanno lanciato un appello al ministro Speranza per adottare un regolamento che aumenti la percezione di sicurezza nei locali



FIRENZE — Se l'evoluzione dei contagi comportasse un nuovo lockdown i ristoratori sarebbero nuovamente costretti a chiudere, un colpo che la categoria non potrebbe sopportare, per questo motivo gli imprenditori appartenenti al gruppo Ristoratori Toscani hanno messo le mani avanti ed hanno preparato un documento da sottoporre al ministero della Sanità e che propone nuovi accorgimenti per "prevenire quanto sta accadendo negli altri paesi alle prese con nuove fasi di lockdown". 

"Oggi tanti imprenditori stanno andando in depressione, soprattutto nelle città d'arte come Firenze. Vedono il buio e noi dobbiamo dargli la luce. Ma siamo in guerra e in guerra non ci si può far trovare impreparati” sono le parole del portavoce, Pasquale Naccari.

Si tratta di accorgimenti, che "accompagnano il ristoratore nella sua attività dal momento della prenotazione fino all'uscita del cliente dal ristorante" e sono stati messi nero su bianco dal gruppo che rappresenta 1000 aziende a Firenze e 15000 in Toscana.

L'appello al ministro Speranza “Questi accorgimenti, che sono il frutto di mesi di lavoro passati nei nostri spazi ad osservare i comportamenti delle persone, le difficoltà dei dipendenti e la situazione sanitaria di tutto il paese, da valutare con chi di competenza, vorremmo fossero messi a disposizione di tutta la collettività” ha spiegato Pasquale Naccari.

“Siamo stati i primi a chiedere di poter chiudere, prima che ci fosse imposto dalle autorità con l'inizio del lockdown, proprio per la salute dei nostri clienti e di tutta la città. Oggi, come categoria, siamo i primi a chiedere con urgenza un incontro. Prima che sia troppo tardi. Al tempo stesso chiediamo alla collettività di rispettare le regole come lo stiamo facendo noi ristoratori. Perché i nostri ristoranti non sono assolutamente i luoghi del contagio ma sono spazi sicuri e noi ristoratori siamo sottoposti a regolamenti che sono tra i più rigidi in assoluto. Sappiamo benissimo che i focolai non partono dai nostri spazi e che noi siamo tra i pochi a rispettare tutte le norme. Basta vedere quello che succede nelle piazze o nelle strade o nei supermercati”.


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