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Attualità martedì 27 ottobre 2020 ore 16:59

L'omicidio Gratton rischia di restare impunito

I reperti raccolti nel 1996 sul luogo del delitto sarebbero stati distrutti, cadono le speranze di dare un volto all'assassino dell'ex calciatore



FIRENZE — Tutti i reperti relativi all'omicidio di Guido Gratton sarebbero stati distrutti nel 2008 su richiesta del gip, la notizia si abbatte come un macigno sulla speranza di risolvere il caso dell'ex calciatore viola. 

La procura fiorentina era pronta a riesaminare i reperti, a partire dagli oggetti usati per uccidere Gratton, una racchetta da tennis, un bastone ed una sedia, dalle quali si sperava di poter recuperare tracce di dna grazie alle attuali tecnologie in uso ai reparti scientifici. 

L'ex calciatore della Fiorentina e della Nazionale è stato aggredito nel suo alloggio di Candeli, frazione di Bagno a Ripoli, la notte tra il 16 e il 17 Novembre del '96 ed è morto il 24 Novembre all' ospedale di Santa Maria Nuova dopo una settimana trascorsa in coma.

Dopo i colpi ricevuti nella notte di sabato, con una sedia, una racchetta da tennis ed alcuni trofei, è rimasto a terra sanguinante ed ha tentato di trascinarsi fino al telefono fisso per chiedere aiuto ma non è riuscito a farlo. È stato trovato solo il lunedì successivo, ancora vivo ma incosciente ed in gravissime condizioni. Le indagini dei carabinieri sono servite a ricostruire nel dettaglio la dinamica dell'omicidio ma non hanno prodotto elementi utili per poter individuare i possibili sospetti.

Il caso si rivela ben presto un mistero trascinando per anni l'ipotesi che l'ex calciatore potesse essere stato vittima di balordi, di vandali o di ladri che avevano già colpito sulle sponde dell'Arno nella zona dei circoli di tennis. 

Circa 5.000 persone hanno partecipato ai funerali nella Basilica di Santa Croce per ricordare il centrocampista del primo scudetto della Fiorentina nel Campionato 1955-1956. Nel 1959 chiuse la stagione con il record di marcature: 95 reti in 34 partite.



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