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Politica venerdì 16 dicembre 2022 ore 20:00

Moschea, da ordine pubblico a disordine politico

A dettare l'agenda politica è stato l'ufficiale giudiziario. Il rinvio dello sfratto ha riacceso il dibattito che si trascina da anni, senza soluzione



FIRENZE — Per 24 ore Firenze è tornata ad occuparsi della questione moschea in una giornata da allerta per l'ordine pubblico che si è trasformata in un acceso dibattito a distanza sui diritti costituzionali.

Il rinvio dello sfratto esecutivo per i locali adibiti a luogo di culto di piazza dei Ciompi ha generato uno scambio di battute a distanza che avrebbe trovato spazio ideale in Consiglio comunale. Non ieri però ma diversi anni fa perché la culla del Rinascimento, la città di La Pira e Bargellini trova le forze politiche unite su un solo punto "arrivare presto ad una soluzione".

Le parole del sindaco a sfratto rinviato

"Ringrazio le forze dell’ordine e gli ufficiali giudiziari per il comportamento esemplare all’insegna del rispetto della legge e dell’equilibrio nella valutazione della situazione relativa allo sfratto di questa mattina, evitando così eventuali gravi problemi di ordine pubblico. Ora più che mai invito tutta la città, a partire dalle istituzioni, a contribuire all’individuazione di una soluzione duratura per il centro di preghiera della comunità mussulmana, in un clima di rispetto e armonia. Il Comune farà la sua parte in questa direzione con sempre maggiore impegno e in costante rapporto con la prefettura. Firenze è da sempre città del dialogo interreligioso e interculturale: nella nostra città non c’è spazio per chi vuole negare il diritto a pregare delle persone". L'assessore al Welfare Sara Funaro presente in piazza dei Ciompi ha aggiunto "Ringrazio la prefettura, le forze dell’ordine e gli ufficiali giudiziari per la grande collaborazione e la sensibilità dimostrata. Alla luce del rinvio dello sfratto, la comunità islamica avrà più tempo per trovare una soluzione concreta, individuando uno spazio che permetta l'esercizio della libertà religiosa e il diritto a pregare tutelato dalla nostra Costituzione".

Il dibattito politico

La maggioranza di Palazzo Vecchio ha replicato alle dichiarazioni degli esponenti della Lega, i più duri sulla esecutività dello sfratto, tanto da organizzare un presidio "per la legalità".

Senza un briciolo di rispetto. Non c’è altro modo per definire le parole della Lega che anche oggi non ha risparmiato toni sguaiati, in una situazione che invece per fortuna ha visto prevalere buon senso e responsabilità. Non possiamo che apprezzare invece lo sforzo di tutti gli attori coinvolti che hanno scongiurato eventuali problematiche di ordine pubblico. L’auspicio adesso è che si arrivi presto a una soluzione per la comunità musulmana. Quella della Lega invece è solo una polemica inutile e dannosa. Dicono di difendere la libertà di culto ma poi la mettono in discussione, facendo finta di non capire la differenza tra un luogo di preghiera e casa propria. Firenze è città di pace, dialogo, confronto tra popoli e religioni, non può tollerare prese di posizione così gravi e irresponsabili. L’amministrazione, per quanto non rientri tra le sue prerogative l’individuazione dei luoghi di culto, non si è mai risparmiata su questa questione ed è sempre stata a fianco della comunità musulmana. Un impegno importante che come forza di governo della città non possiamo che sostenere” così Nicola Armentano, capogruppo Pd a Palazzo Vecchio, e Andrea Ceccarelli, segretario Pd cittadino Firenze.

Le dichiarazioni del Gruppo Consiliare della Lega in Palazzo Vecchio "Il sindaco Nardella si prodiga oggi in appelli per trovare soluzioni e spazi in città per la comunità islamica sotto sfratto in piazza de Ciompi. Sindaco, ma per gli Italiani a Firenze sfrattati e senza casa cosa propone? Ci sono forse cittadini di serie A e di serie B? Chiarisca. Sono più di 50 le convalide di sfratti ogni settimana a Firenze, raccontava la stampa locale, di cui il 98% sono per morosità. Uomini e donne che non riescono a pagare l’affitto. Si prevedeva infatti che il Comune di Firenze si trovasse nella condizione dallo scorso Giugno di dover gestire 130 sfratti con forza pubblica al mese per un totale di 2.400 sfratti convalidati nell’anno 2022. Davanti a tali scenari, ribadiamo, prima gli italiani poi la comunità islamica. La Lega non ha dubbi. Da sempre".

Gli altri interventi

Le parole dei consiglieri di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu e Dmitrij Palagi “Quando si arriva all’esecuzione di uno sfratto con forza pubblica, la politica ha già perso perché vuol dire che le regole non hanno funzionato. Questo vale soprattutto nel caso di un luogo di culto, utilizzato da comunità da sempre disponibili a trovare un luogo più idoneo ai loro bisogni, che sono anche un diritto. Perché quando viene fuori l’ipotesi di una moschea, c’è sempre chi è pronto a speculare un po’ di consenso dicendo che a prescindere farà un referendum. Ci sono cittadine e cittadini a cui da anni la città non riesce a garantire la possibilità di pregare. Queste stesse persone, durante la pandemia, hanno avuto delle difficoltà a pagare ma si sono impegnate a rientrare del debito e hanno ripreso con i versamenti. Comunque la proprietà non li vuole. Bene. Ma non possono stare per strada. Quindi? Quindi si eviti in ogni modo di arrivare al nuovo accesso con forza pubblica senza un'alternativa, che deve essere in un luogo adeguato nel territorio comunale di Firenze. Ci dispiace chi usa la legge e i principi senza sguardi complessivi. Adesso ci vuole pratico senso di responsabilità”.

"Questa mattina è stata scritta una brutta pagina per Firenze e per lo Stato italiano. Il rinvio dello sgombero della moschea di piazza de' Ciompi significa lanciare il messaggio che la legge può essere non rispettata senza alcuna conseguenza. E non ci si venga a parlare di diritto all'esercizio del culto religioso garantito dalla nostra Costituzione, perché per esercitare un diritto occorre prima assolvere ai propri doveri di cittadini. Cosa che la comunità islamica fiorentina non ha fatto, occupando un immobile ed impedendo alla proprietà di poterlo riavere nella propria disponibilità. Povera Firenze, povera Italia" il vice presidente vicario del Consiglio Comunale Emanuele Cocollini con il consigliere Antonio Montelatici (Gruppo Centro).

"Il punto vero è che nella città di Giorgio La Pira e del dialogo si fa della moschea solo una questione di spazio. Non di confronto. E se è solo questione di spazio mi chiedo come è stato possibile in tutto questo tempo non avere trovato alcun immobile da affittare. Come scriveva Padre Lanzetta, il dialogo con l’Islam, auspicabile e nobile, non può però principiare dal permettere la costruzione di una moschea. Deve invece iniziare da valori condivisibili a livello naturale, dai diritti naturali dell’uomo, dalla libertà religiosa, dalla pari dignità tra uomo e donna, dalla necessità di distinguere la sfera religiosa da quella politica, per non rischiare di scadere facilmente in un fondamentalismo politico ammantato di religiosità. Partire invece dalla moschea è come iniziare la costruzione di una casa dal tetto anziché dalle fondamenta. La Comunità Musulmana come risponde? Affrontiamo la questione in modo trasparente. Senza limitarla colpevolmente a una questione di metri quadri" l'intervento del consigliere comunale e coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia Jacopo Cellai.

“Sono sempre stato a favore del rispetto della legalità e se il centro islamico di piazza dei Ciompi deve essere sgomberato è giusto che si dia seguito alle decisioni prese dal Tribunale. Va però trovata una soluzione perché si deve garantire il diritto di culto, come previsto dalla Costituzione. Nessuna strumentalizzazione, dunque, su quanto sta succedendo. Occorre trovare una soluzione, un luogo diverso da piazza dei Ciompi e riportare tutta la situazione che si è generata nel corso degli anni alla legalità” così il capogruppo del Gruppo Misto aderente ad Italexit Andrea Asciuti.


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