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Attualità lunedì 09 dicembre 2019 ore 17:51

Meno utenti per problemi di scambio tra bus e tram

Non tornerebbero i conti tra i passeggeri stimati ed effettivi, la colpa sarebbe da attribuire alla mancata adduzione da parte del trasporto su gomma



FIRENZE — La mancanza di un piano di adduzione al trasporto su ferro sarebbe la causa della flessione tra il numero di passeggeri stimato e quello effettivo. In vista del prolungamento della rete sono stati presi in esame a Palazzo Vecchio i dati dei passeggeri che presenterebbero una sensibile riduzione delle aspettative rispetto ad inizio anno, quando l'arrivo della linea T2 era salutato con la proiezione di 40 milioni di passeggeri. La differenza sarebbe dovuta - secondo l'amministrazione - alla mancata adduzione da parte del trasporto su gomma. Si tratta dei raccordi effettuati ad esempio per la linea T1 nella zona dell'Isolotto per servire con il bus le aree distanti dalle fermate. Il gap sarebbe poi condizionato da alcune variabili come l'assenza della Stazione Foster dell'Alta Velocità che sarebbe dovuta essere già in esercizio.

L’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti ha spiegato “Non bisogna fare confusione tra i passeggeri trasportati a regime e il piano economico e finanziario che prevedeva la messa in esercizio delle tramvie nel 2017 e un numero di passeggeri nel 2019 dopo oltre due anni di esercizio. La previsione di passeggeri trasportati alla fine del 2019 è diversa rispetto a quanto previsto nel Pef ma l’Amministrazione ha già chiesto un adeguamento in sede di revisione della concessione con un riequilibrio tra i trasportati e quanto previsto nello stesso Piano economico e finanziario. Anche la linea 1 Scandicci-Santa Maria Novella il primo anno era sotto le previsioni poi ha quasi raddoppiato gli utenti. La linea 2, in questi primi dieci mesi di esercizio non ha potuto contare su il trasferimento di alcune linee urbane ma soprattutto delle linee extraurbane e regionali all’interscambio presso la fermata Guidoni perché questa modifica dei percorsi è prevista dal mese di gennaio. Senza dimenticare che la fermata Redi è stata attivata ma ancora manca tutta l’utenza della stazione dell’Alta Velocità. Considerando quindi queste due previsioni non attuate con quello che comportano a livello di saliti, possiamo sicuramente dire che il trasportati sono stati un numero consistente”. Per quanto riguarda l’aspetto economico, l’assessore ha precisato “L’unica conseguenza da una conferma di minori saliti rispetto a quanto previsto dal Pef, che comunque sarà revisionato, è un minor incasso per le casse comunali proveniente dalla ripartizione dei ricavi da tariffa. Vista la crescita esponenziale dei passeggeri di linea 1 e le previsioni a regime di linea 2 non possiamo che confermare la scelta strategica di continuare nello sviluppo del sistema tranviario fino a San Marco, a Bagno a Ripoli e successivamente a Rovezzano oltre alla linea 4 per le Piagge e alle estensioni a Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio con una previsione a regime di circa 90 milioni di trasportati all’anno” ha concluso. 

Il capogruppo di Forza Italia Jacopo Cellai e il consigliere Mario Razzanelli che nelle ultime ore avevano dichiarato, assieme al centro destra unito spalleggiato dal Movimento 5 Stelle, di voler bloccare i nuovi cantieri, avevano commentato "E' singolare quanto stravagante che il sindaco Nardella attribuisca ad Ataf la colpa dei mancati passeggeri sulla linea 2 della tramvia rispetto alle previsioni sostenendo che essa non avrebbe ancora compiuto le trasformazioni delle linee che servono per l'adduzione delle fermate del tram. Ataf esegue quanto viene pianificato dal Comune, che insieme alla Regione paga il servizio di trasporto. Quali sarebbero le trasformazioni ancora al palo Nardella non ce lo ha spiegato, mentre è evidente che alcune linee di adduzione, volute dal Comune, non funzionano, come la linea 16 che ha sostituito quella del 22 per collegare T1 e T2. Neppure la mancata realizzazione della stazione Foster sembra sufficiente a spiegare lo scarto di 800.000 passeggeri rispetto alle previsioni del piano economico finanziario anche se Giorgetti oggi ci ricorda che lo stesso piano considerava uno scenario diverso con tutte le linee in esercizio dal 2017. Ad ogni modo la previsione a fine anno è di quasi 36 milioni di passeggeri e da tempo ci raccontano che saremmo arrivati rapidamente ai 40 milioni. Non sarà allora che le previsioni siano state semplicemente sovrastimate? Senza dimenticare che il Comune incassa meno dalla ripartizione dei ricavi se non si raggiungono i numeri previsti (circa 0,39€ per ogni unità in meno). Motivo in più per riflettere opportunamente anche sulla scelta delle estensioni della tramvia in piazza San Marco e a Bagno a Ripoli".

Massimo Milli, vice segretario Faisa Cisal e membro della Rsu di Ataf è intervenuto in merito al dibattito apertosi in Consiglio comunale "Una rivisitazione della rete di adduzione attuale sarebbe auspicabile. Andrebbe rivisto l'intero servizio notturno, via il nottetempo costoso e poco funzionale, servirebbero poi nuove linee di bussini elettrici e modifiche delle attuali all'interno della cintura a traffico limitato. Servono linee trasversali e non più longitudinali rispetto alle attuali linee tranviarie ed in prospettiva delle nuove. Collegamenti più rapidi e funzionali con modalità di interscambio tra ferro e gomma".



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