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Lavoro martedì 31 maggio 2016 ore 10:06

Maggio musicale, Cgil dà il via all'agitazione

Il sindacato ha espresso le grosse preoccupazioni dei lavoratori rispetto alla situazione della Fondazione. Fials Cisal vuole sostituire i vertici



FIRENZE — Slc Cgil e Fials Cisal sul piede di guerra per difendere diritti e posto di lavoro dei dipendenti del Maggio musicale fiorentino.

Il sindacato Slc Cgil, unitamente alla Rsa, ha introdotto il suo ragionamento affermando che: "dopo un'attenta comparazione fra i dati del bilancio consuntivo 2015, le relazioni del Commissario straordinario per le Fondazioni Liriche e il Piano di risanamento (sempre negatoci dal Sovrintendente ma che il Ministero ha reso noto) portano a riflessioni che sono fonte di grande preoccupazione fra le lavoratrici ed i lavoratori, i quali hanno a cuore il futuro del loro posto di lavoro come hanno dimostrato facendo sacrifici sia in termini economici che di tenuta occupazionale".

Fials Cisal invece ha puntato il dito contro i vertici del Maggio chiedendone a gran voce la sostituzione. Il segretario di Fials Enrico Sciarra ha scritto al sindaco Dario Nardella, presidente anche della Fondazione Teatro del Maggio musicale fiorentino, esprimendo preoccupazione per la dichiarazione di Nardella che aveva detto di aspettare la visita del ministro della cultura Franceschini, che si dovrebbe tenere i primi di giugno, prima di prendere qualsiasi decisione. Secondo il sindacato è necessario al più presto l'innesto di professionisti con grande esperienza per portare a termine il piano di risanamento che vedrà nel 2018 una prima verifica della situazione economica, lavorativa e culturale in cui si trova il Maggio.

"Non siamo gufi - hanno invece detto da Cgil - siamo solo attenti lettori della realtà, preoccupati per il futuro della Fondazione, posto di lavoro che conosciamo, a cui teniamo e che amiamo. Non siamo struzzi, non nascondiamo la testa di fronte a problemi e difficoltà ma vogliamo essere parte del necessario cambiamento di cui questa Fondazione ha bisogno a cominciare dalla Direzione". Cgil ha indicato come parametro dello stato di crisi lo scostamento fra i dati di bilancio consuntivo 2015 e quelli presenti nel piano di risanamento.

Questi gli esempi fatti dal sindacato:
- Entrate da biglietteria: il piano porta a 4.084.478 di euro di ricavi dalla vendita di biglietti mentre il bilancio consuntivo si attesta su 3.732.000 euro con una differenza negativa di - 352.478 euro (meno oltre 8 per cento)
- Altri ricavi: 1.610.000 euro, di cui 460mila per non ben identificate attività innovative (piano di risanamento) contro 795mila (bilancio consuntivo 2015) per una differenza negativa di – 815mila (- 50 per cento)
- Contributi privati: nel piano di risanamento erano previsti 3.250.000 euro di contributi da privati mentre il Bilancio consuntivo ne registra 2.054.000 euro con una differenza negativa di - 1.446.000 (-44 per cento)
- Costi della produzione: 29.837.695 di euro (piano di risanamento) a fronte dei 36.637.695 registrati nel consuntivo 2015 con un aumento di + 6.799.759 (+22 per cento)
- Ricavi da Soci Fondatori: in diminuzione sia il Fus che le erogazioni di Comune (4.500.000 euro con i costi di gestione del nuovo teatro in capo alla Fondazione sono molto meno dei 4 milioni passati) e Regione (il Presidente della Regione sui quotidiani ha confermato il taglio annunciato).

"Queste discrepanze - hanno proseguito i rappresentanti di Cgil - sono rilevate, oltre che nelle relazioni periodiche dal Commissario straordinario per le Fondazioni liriche (il quale aveva raccomandato infatti maggiore prudenza sui contributi privati e sponsorizzazioni e aveva posto in evidenza un aumento dei costi non compensato da altre azioni), anche dal Collegio dei Revisori dei Conti il quale, lamentando una situazione debitoria complessiva motivo di apprensione, rileva valori non in linea con quelli previsti dal piano con uno scostamento negativo di oltre 20 milioni di euro. Sempre il Collegio dei revisori ci evidenzia come il bilancio sia stato esaminato nei termini ridotti consentiti a causa di tardiva trasmissione degli elaborati e come non siano specificatamente dettagliati gli “altri costi” per servizi che compongono la cifra di 640mila".

L'invettiva di Cgil è proseguito con una serie di punti critici: 
- l'incapacità di attrazione del pubblico sia locale che dei flussi turistici (il teatro desolatamente semivuoto è all'ordine del giorno, una programmazione artistica scialba, la pubblicità inesistente, una strategia di comunicazione che non coglie nel segno) e degli sponsor privati;
- una valutazione errata delle conseguenze di una procedura di licenziamenti collettiva chiusa senza che ci sia stata la possibilità di raggiungere un accordo con le organizzazioni sindacali (comunicato del 2 marzo 2016);
- le erogazioni di premi ad personam a un certo numero di dipendenti, con un certo costo, in assenza di parametri oggettivi, senza nessuna motivazione e gli aumenti di stipendio dei dirigenti e di cui chiediamo conto e riteniamo necessario avere risposte;
- l'organizzazione del lavoro che invece di essere oculatamente razionalizzata e programmata dà l'idea di essere piuttosto improvvisata (ci risulta un cambio di scena effettuato da funzionari e dirigenti per un errata organizzazione dell'orario);
- la valutazione sbagliata di quanto previsto nel Piano di risanamento sulla consistenza del personale e delle unità lavorative necessarie soprattutto in alcuni settori che si trovano ad operare quotidianamente con numeri ben inferiori di quanto necessario e di quanti previsti nell'organico del piano di risanamento, per cui si ritiene necessaria e non improcrastinabile l'indizione di procedure di selezione del personale a copertura dei posti vacanti sia strutturali che in relazione a malattie, infortuni e altro;
- la concreta possibilità che la Fondazione non sia in grado di scongiurare la liquidazione coatta ai termini previsti dalla legislazione vigente nonostante gli sforzi dei lavoratori dipendenti e non (artisti e fornitori che aspettano il pagamento di quanto dovuto).

"Chiediamo - hanno concluso da Cgil - con estrema determinazione che ci siano date, in tempi brevi, le opportune risposte alle domande che poniamo, che ci vengano date informazioni sulla integrazione del Piano industriale presentato al Ministero ai sensi della legge 28 dicembre 2015 numero 208, il confronto dovuto sul bilancio consuntivo 2015 e con il mandato dell'assemblea indiciamo lo stato di agitazione riservandoci di assumere tutte le iniziative sindacali necessarie. Chiediamo alle istituzioni e alla politica di stare al merito delle questioni, di praticare il confronto con le rappresentanze dei lavoratori, di non ricercare facili capri espiatori e di assumersi appieno le proprie responsabilità".



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