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Attualità sabato 20 marzo 2021 ore 13:15

"Le mafie assassinano la speranza"

cartello contro la mafia

Nella Giornata della memoria e dell'impegno il presidente del consiglio comunale Milani ha preso parte all'appuntamento promosso da Libera



FIRENZE — "Le mafie, la corruzione, l'illegalità assassinano la speranza e senza la speranza di una vita libera non ci può essere felicità": questo uno dei passaggi dell'intervento con cui il presidente del consiglio comunale fiorentino Luca Milani ha preso parte stamani, in rappresentanza del Comune di Firenze, alla XXVI Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie al Cinema della Compagnia, nell'appuntamento promosso da Libera Toscana. 

"Fare l’amministratore locale, rappresentare l’amministrazione di Firenze ed essere qui con voi stamani per la giornata della Memoria e dell’Impegno è per me motivo di grande orgoglio. Scusate la franchezza ma mi è facile, non mi costa nulla! Non sento di essere in pericolo - ha sottolineato Milani - né di mettere in pericolo la mia famiglia; non devo vincere la paura, per questa mia presenza a fianco di Libera, o per le mie parole di condanna delle mafie e dei mafiosi".

"Per noi è fin troppo facile prendere queste posizioni. Penso invece che nelle terre di mafia, sia diverso, dove magari sei nato e da sempre, da quando ne hai memoria, si vive come all’interno di una cappa nella quale la mafia ha tolto alle persone la dignità e la libertà. Persone ricattate, impaurite, svuotate, costrette a ringraziare per cose alle quali invece hanno diritto. Perché le mafie, la corruzione, l’illegalità, assassinano la speranza e senza la speranza di una vita libera non ci può essere felicità". 

Allora: "Grande onore a tutte le donne e gli uomini che hanno perso la vita per non perdere la propria dignità", ha proseguito Milani che ha poi rammentato l'imperativo alla conversione rivolto ai mafiosi da Papa Francesco nel 2014, insieme a don Luigi Ciotti, prima di ricordare l'assassinio dei giornalisti Ilaria Alpi e Milan Hrovatin avvenuto 27 anni fa a Mogadiscio. "Oggi però è il momento in cui dare spazio e rendere il doveroso omaggio al ricordo per tutti i morti ammazzati innocenti dalle mafie", ha ripreso il presidente dell'Assemblea cittadina.

"Ma è anche il momento per chiedere giustizia per i familiari di tutte queste vittime, tantissime delle quali ad oggi non conoscono la verità né sui mandanti né sugli esecutori. Grazie a Libera che ogni anno non si tira indietro e senza timori ci scuote e ci richiama all’attenzione su quanto sia in pericolo la nostra società, tutta, compresa la nostra bella Firenze, dall’insinuarsi delle mafie", ha concluso.


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