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Attualità mercoledì 19 maggio 2021 ore 11:41

"Cure a domicilio sono la vera sfida post Covid"

Il direttore del dipartimento infermieristico ostetrico della Asl Toscana Centro ha reso noti i dati del servizio nell'anno della pandemia da Covid-19



FIRENZE — Le cure al domicilio hanno segnato l'anno della pandemia, molti anziani o giovani disabili hanno potuto limitare gli spostamenti da casa alleggerendo gli ospedali.

In un anno di attività, da Marzo 2020 a Marzo 2021, l’Infermiere di Famiglia e di Comunità ha preso in carico 115 pazienti fiorentini portatori di presidio per il supporto alimentare e sono state effettuate 180 sostituzioni sul territorio di Firenze di cui il 47% presso il domicilio privato e il 53% presso le strutture residenziali comunitarie. 

“Il servizio rappresenta molto bene quello che, come Dipartimento Infermieristico, intendiamo quando parliamo di personalizzazione, presa in carico e continuità di assistenza alle persone - ha detto Paolo Zoppi, direttore del dipartimento infermieristico ostetrico della Asl Toscana centro - Curare le persone a domicilio, nel loro ambiente e con la vicinanza dei loro cari, sarà la vera sfida delle organizzazioni sanitarie del futuro. Una sfida complessa che necessita di risorse, sinergie interprofessionali ed organizzative molto articolate, una sfida però che ormai è assolutamente irrinunciabile. Speriamo di poter segnare il passo con tanti altri risultati di questo tipo”.

Il modello. Il servizio di prossimità prevede un intervento assistenziale attivato dai medici di medicina generale e dai medici specialisti con il supporto di Agenzia continuità ospedale territorio. Il percorso finalizzato a evitare l'accesso in ospedale per le sostituzioni del presidio, è attivato, per tutti i pazienti residenti o domiciliati nel Comune di Firenze, dal dipartimento Infermieristico ed ostetrico dell’Azienda Usl Toscana Centro, in raccordo con la struttura aziendale di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Firenze e in integrazione con i medici di medicina generale, con il Coordinamento Sanitario Servizi Territoriali zona Firenze e con il Direttore SdS-Zona Distretto.

“Il servizio di Peg presso l’abitazione dell’assistito - ha aggiunto Marco Nerattini, direttore della Società della Salute Firenze - conferma l’importanza dell’assistenza domiciliare sul territorio perché garantisce la scelta più appropriata per il cittadino, mantenendolo nel proprio ambiente di vita e dando un contributo importante alla continuità e all’integrazione dell’assistenza”.

Nelle Rsa, durante il periodo epidemico, il servizio al domicilio ha consentito il contenimento dei rischi di contagi. E' stato effettuato un primo censimento delle persone portatrici di PEG, con relativa valutazione dello stato dei dispositivi. Successivamente, per evitare di doversi recare in Pronto Soccorso, è stato organizzato il cambio programmato, riservato alle sostituzioni dopo il primo impianto. A questa attività si è aggiunta anche una funzione di consulenza e supporto all’autocura dei caregiver e al miglioramento delle cure da parte delle strutture residenziali. 

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