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Attualità giovedì 20 maggio 2021 ore 11:13

Imprese insolventi, una su tre rischia la chiusura

Una indagine della Confederazione degli artigiani supporta la richiesta di proroga della moratoria sui prestiti alle imprese in difficoltà



FIRENZE — Nella Città metropolitana di Firenze senza una moratoria sui prestiti oltre un’impresa su tre non sarà in grado di rispettare gli impegni e quasi la metà avrà molte difficoltà, è quanto emerge da una indagine promossa dalla Cna Firenze su un campione di imprese che per l'87% ha meno di 10 addetti.

“La proroga della moratoria e della garanzia pubblica sui nuovi finanziamenti rappresenta una misura necessaria per scongiurare l’esplosione di migliaia di casi di insolvenza” ha detto Giacomo Cioni, presidente di Cna Firenze Metropolitana.

L’indagine rileva che il 54% delle imprese intervistate ha utilizzato la moratoria, che nel 78% dei casi è ancora in funzione e che il 73% del campione giudica utile una proroga. Dall’attivazione della garanzia pubblica, il 63% del campione ha ottenuto un nuovo finanziamento e oltre la metà afferma di averne bisogno nei prossimi mesi. Oltre l’80% considera utile la proroga della misura. Oltre il 50% delle imprese intervistate ha aumentato la propria esposizione debitoria con le banche: il 12% l’ha incrementata di oltre il 10% e quasi una su 5 oltre il 20% rispetto alla situazione precedente la pandemia. Misure per favorire la ristrutturazione dei debiti sono indispensabili per il 56% del campione.

Cioni ha aggiunto “La mancata proroga della moratoria rischia di innescare una catena di fallimenti che il Decreto Cura Italia voleva scongiurare. Non prolungare la garanzia pubblica invece metterebbe in gravi difficoltà le imprese che ancora non riescono a generare flussi di cassa adeguati alle esigenze finanziarie. Dall’indagine inoltre emerge che oltre il 70% degli intervistati accusa una contrazione del fatturato nei primi quattro mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2019 e per oltre il 45% del campione la flessione supera il 30%. Insomma siamo ancora molto lontani dalla ‘normalità’ e non rinnovare i sostegni significa vanificare lo sforzo realizzato per mantenere in vita il nostro patrimonio imprenditoriale. Al contempo auspichiamo rinegoziazioni dei prestiti e mutui in essere con aggiuntività di credito e rate mensili più basse, chiaramente allungando la vita del mutuo. Occorre un accordo promosso dal governo tra ABI, Fondo di Garanzia/Consorzi fidi ed Associazioni di categoria” ha concluso Cioni.


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