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Attualità mercoledì 13 maggio 2020 ore 19:06

Il ricordo di Savonarola nell'anno del Coronavirus

In foto piazza della Signoria

Anche la tradizionale celebrazione in ricordo della morte del frate Girolamo Savonarola saranno investite dall'emergenza per l'epidemia Covid 19



FIRENZE — Il Direttore del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, Filippo Giovannelli, ha anticipato che la tradizionale commemorazione del Savonarola quest'anno a causa dell'emergenza per l'epidemia di Covid 19 "potrebbe essere di natura diversa, ma ne ricorderemo in qualche modo possibile la morte".

"Siamo consapevoli della suggestione che potrebbe suscitare ritrovarsi insieme intorno alla lapide in piazza della Signoria con un mazzo di fiori in mano, ed è anche per questo motivo che la ricorrenza assume un volto diverso nell'anno del Covid-19, tutto è riconducibile ad un'essenza trascendente" ha aggiunto Giovannelli.

Dal 23 maggio del 1898, una lapide circolare ricorda il punto dove fu costruito il patibolo e fu arso il Savonarola.

Filippo Giovannelli ha ricordato così quanto accaduto oltre 5 secoli fa a Firenze "All’alba del 23 maggio 1498, vigilia dell’Ascensione, Frà Girolamo Savonarola assieme a due confratelli, Frà Domenico Buonvicini da Pescia e Frà Silvestro Maruffi da Firenze, dopo aver ascoltato la santa messa nella Cappella dei Priori nel Palazzo della Signoria, furono condotti sull’Arengario di Palazzo Vecchio dove subirono la degradazione da parte del Tribunale del Vescovo e furono avviati verso il patibolo, innalzato nei pressi della Fontana del Nettuno e collegato all’arengario da una passerella alta quasi due metri da terra. La forca, alta cinque metri, si ergeva su una catasta di legna e scope cosparse di polvere da sparo per bombarde. Fra le urla della folla fu appiccato il fuoco che bruciò i corpi oramai senza vita degli impiccati. Le ceneri dei tre frati, del palco e d’ogni cosa arsa furono portate via con dei carri e gettate in Arno dal Ponte Vecchio. Una pratica non comune che fu messa in atto per una precisa motivazione, quella cioè di evitare che le stesse venissero sottratte e fatte oggetto di venerazione da parte dei molti seguaci del Savonarola mescolati fra la folla, i cosiddetti “piagnoni”. La mattina successiva, quel luogo dove avvenne l’esecuzione, che fu privo delle ceneri e di ogni altro suppellettile apparve coperto di fiori, di foglie di palma e di petali di rose. Successe che nottetempo, mani pietose resero omaggio alla memoria dell’ascetico predicatore, iniziando una tradizione che viene perpetuata anche ai giorni nostri con una commemorazione organizzata in abiti rinascimentali con la presenza del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina".

Ogni anno il corteo con i frati domenicani che celebrano una funzione religiosa nella Cappella dei Priori di Palazzo Vecchio, si reca a Ponte Vecchio, dove le Madonne Fiorentine ad emulazione dello spargimento delle ceneri in Arno, lanciano petali di rosa dalla spalletta del ponte.

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