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Arte venerdì 21 ottobre 2016 ore 14:47

Essere donna secondo Gaetano Pesce

Servizio di Serena Margheri

Al museo Novecento la mostra "Maestà tradita" di Gaetano Pesce. Odori di donna e opere multisensoriali per la mostra curata da Sgarbi e Risaliti



FIRENZE — L’artista, designer creatore di icone ha messo al centro della propria ricerca la donna e l’intero universo femminile, collegando in questa sua intuizione gli aspetti più profondi dell’essere donna nella realtà sociale, politica ed economica del nostro tempo. 

Antropologia, storia dell’arte, sociologia, folclore, biopolitica, geopolitica: nel suo approccio Gaetano Pesce abbraccia tutte le tecniche e le diverse fonti culturali per riproporre esperienze e informazioni in forme fantastiche, sperimentando immagini e materiali con una libertà espressiva e iconografica assolutamente esemplari.

Nel Museo Novecento il percorso espositivo si snoda tra le nuove sale espositive e la Cappella interna, in un’esposizione dalla doppia valenza: performativa e antologica. 

Con circa venti disegni, di cui moltissimi inediti, viene ad essere rappresentata l’evoluzione di quella che è stata la tematica fondamentale di uno dei più grandi interpreti dell’arte e dell’architettura contemporanea: quella della donna come centro del mondo, e del femminino come forza creativa assoluta. 

Ogni sala è di per sé un’installazione multisensoriale che comunica attraverso odori, sostanze liquide, suoni, elementi vari, la difficoltà di essere donna in un mondo ancora dominato dalla omogenea e conservativa natura maschile. 

Al centro della sala maggiore viene esposta una Up rivestita di abiti femminili, tutti diversi per forma e colore, una scultura monumentale che giganteggia nello spazio, inneggiando alle donne, al valore della differenza, al rispetto del corpo femminile e della sua multiforme sensibilità. La grande UP vestita è circondata infatti da sei Up galeotte, ognuna delle quali incatenata a una palla di ferro, simbolo inequivocabile di schiavitù e di limitazione della libertà. 

La mostra è ricca di momenti performativi che coinvolgono il visitatore in un viaggio emotivo e sensoriale sviluppato senza retorica ma con poetico, crudo espressionismo.

Fin degli esordi Gaetano Pesce ha contribuito ad abbattere i confini tra architettura, arte e industria, costruendo un universo immaginifico di progetti e di oggetti diventati vere e proprie icone della creatività, ormai riconosciuti e analizzati in tutto il mondo accademico e non solo.

Le opere “multidisciplinari” di Pesce fanno, infatti, parte delle collezioni permanenti delle più importanti istituzioni culturali. Presente in tutti i più prestigiosi musei americani, dal MoMA al Metropolitan Museum, dal Vitra Museum al Louvre, Pesce ha esposto ovunque in Europa e nel resto del mondo, dal parigino Centre Pompidou al MAXXI di Roma.

Gaetano Pesce inaugura a Firenze le nuove sale espositive del Museo Novecento con la mostra “Maestà tradita”, promossa dal Comune di Firenze e organizzata da Mus.e a cura di Sergio Risaliti e Vittorio Sgarbi, che sarà aperta da domani 21 ottobre 2016 all’8 febbraio 2017.



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