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Attualità lunedì 25 maggio 2020 ore 12:48

"Franchi alla rovina e Campo di Marte in agonia"

L'impianto sportivo degli anni '30 resta bloccato tra le ipotesi di riqualificazione ed abbandono con il rischio di finire male in entrambi i casi



FIRENZE — L'ultimo capitolo sul futuro dell'Artemio Franchi è arrivato da Roma, dove il ministro Dario Franceschini ha replicato stupito alle dichiarazioni dell’onorevole fiorentina Rosa Maria Di Giorgi che aveva aperto uno spiraglio legislativo sulla possibilità di ristrutturare lo stadio del 1930, curve comprese.

La proposta di legge mirava a semplificare le procedure assegnando al sindaco un ruolo di commissario straordinario per abbattere le curve salvaguardando torre di Maratona, facciata e scale elicoidali.

Franceschini ha però commentato "Non ho mai dato un assenso di alcun tipo, ho molti dubbi in generale su un indebolimento delle misure di tutela del patrimonio storico artistico, e mai ho accettato né accetterò di discutere di norme finalizzate a risolvere problemi particolari. Non ci sarà alcuna iniziativa legislativa del Mibact". "In merito all'eventuale abbattimento delle curve - ha poi aggiunto l'onorevole Di Giorgi - preciso che ho espresso un’opinione personale, non spetta a un parlamentare prendere decisioni di tipo amministrativo".

Il Comitato Vogliamo il Franchi, nato per sostenere il recupero dell'impianto Nervi e della zona di campo di Marte ha così commentato la vicenda "Firenze senza turismo è in ginocchio, gran parte della città, casse di Palazzo Vecchio comprese, soffre per una grave crisi economica di cui non si vede la fine. Dunque occorre coraggio e incoscienza per ostacolare l’unico imprenditore che promette di investire 300 milioni sulla nostra città. Rocco Commisso andrebbe ringraziato e si dovrebbe sostenere in tutti i modi il suo progetto di ristrutturare lo stadio Franchi, aiutandolo ad aprire il prima possibile il cantiere a Campo di Marte, che rappresenterebbe uno straordinario polmone economico in un’ora di assoluta emergenza sociale. Invece accade l’opposto. Di questo passo si finirà col condannare il Franchi alla rovina e il quartiere di Campo di Marte all’agonia".

Il botta e risposta è stato però raccolto dalle opposizioni fiorentine di destra e di sinistra. “Le chiacchiere allontanano sempre di più Commisso da Firenze - ha esclamato Jacopo Cellai, Capogruppo di Forza Italia - Il siparietto andato in scena tra la deputata Di Giorgi che promette a Commisso di poter intervenire sul Franchi e il ministro Franceschini che la ferma sul nascere è solo l'ennesimo capitolo di questa novella dello stento. Stanno nello stesso partito, nello stesso governo, provengono dalla stessa famiglia politica ma misteriosamente non si parlano tra loro e ancor più grave fanno dichiarazioni senza aver chiara una linea”. "La deputata che parla di una norma specifica per risolvere il problema del Franchi, a bando Mercafir ancora aperto, smentita dal ministro dei Beni Culturali del suo stesso partito, è l'apice di uno spettacolo amaro. Da sorrisi tristi, come in un film di Monicelli" hanno detto i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu.



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