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domenica 15 dicembre 2019

Attualità venerdì 16 agosto 2019 ore 18:30

Fiorentini divisi sul taglio degli alberi

Il blitz in piazza ha riacceso la discussione sulla gestione del verde pubblico, la responsabilità di eventuali cadute contro la difesa ad ogni costo



FIRENZE — Nel giorno scelto per abbattere i pini i fiorentini si sono divisi tra sostenitori del verde senza se e senza ma e sostenitori dell'amministrazione o meglio dell'ipotesi di un rischio da valutare con attenzione. A fare la differenza è il concetto della responsabilità civile e penale che se da una parte ricade sulla testa del sindaco e sulla giunta di Palazzo Vecchio, dall'altra a cadere è l'albero sulla testa di un qualsiasi cittadino. Qualcuno però non si aspettava il blitz il 16 di agosto ed il fatto che l'ordine sia arrivato dalla Questura, come hanno prontamente replicato esponenti della maggioranza, non ha placato le proteste (vedere articoli collegati).

I residenti si sono svegliati con il rumore delle motoseghe ed hanno iniziato a fotografare e filmare quanto stava accadendo (tra questi anche l'avvocato Guglielmo Mossuto del foro fiorentino che ci ha inviato le fotto che pubblichiamo). Un residente ha accusato un malore ed è stato soccorso e ricoverato, altri hanno chiamato gli avvocati mentre cresceva l'amarezza davanti al confronto numerico. Stavolta in piazza erano troppo pochi per respingere l'intervento della Direzione Ambiente, come era accaduto ad inizio agosto.

Piazza della Vittoria si apre davanti al Liceo Dante e se non fosse per i pini sarebbe difficile da inquadrare come giardino pubblico, vista la povertà di arredi. Non sono stati molti gli interessamenti nel corso degli anni. I cittadini si sono fatti bastare quello che c'era, festeggiando l'arrivo di un fontanello pubblico. Con il progetto di riqualificazione però qualcosa si è acceso, politicamente e socialmente, e sono iniziati i primi fermenti attorno ai pini da proteggere ad ogni costo. Di contro Palazzo Vecchio ha annunciato saggi e verifiche da parte di agronomi che hanno classificato alcuni pini in alta classe di rischio e da qui è arrivata la decisione di abbattere i pini per dare ai progettisti del verde un foglio totalmente bianco sul quale disegnare arbusti e cespugli di dimensioni contenute. In città si è gridato allo scandalo.

Il braccio di ferro è durato diversi mesi, a cavallo di due legislature, e poi è arrivata la promessa dell'assessore Cecilia Del Re di mantenere la pineta in piazza, ma senza rinunciare alla sicurezza pubblica e dunque monitorando ed abbattendo le alberature ritenute pericolose per reimpiantare specie simili. Una scelta ritenuta saggia da molti fiorentini, ma non da parte di coloro che nelle ultime ore, in piazza e nelle istituzioni, hanno promesso battaglia.

Palazzo Vecchio ha scelto e adesso si apre uno scenario in cui la permanenza delle altre alberature sarà decretata dalla loro forza di radicamento. La partita potrebbe giocarsi a suon di slogan, ma la riqualificazione della piazza impone l'inserimento di un arredo urbano che dovrà garantire la sicurezza dei cittadini, sulle nuove panchine non potranno esserci pendenze rischiose. 



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