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Attualità martedì 20 aprile 2021 ore 09:25

Costa San Giorgio, Cardini scrive a Nardella

“Qui si parla di una fetta dell’Oltrarno ch’è un’autentica meraviglia, un tesoro inestimabile” così Franco Cardini in una lettera a Dario Nardella



FIRENZE — Anche lo storico Franco Cardini è sceso in campo al fianco di Idra per promuovere un dibattito pubblico sul futuro dell'ex Caserma Vittorio Veneto di Costa San Giorgio.

"Ripensiamoci, valutiamo, discutiamo. Magari siamo davanti a una di quelle occasioni che capitano una sola volta nella vita" scrive in un passaggio Franco Cardini.

Saggista e storico medievalista, professore emerito presso l’Istituto di Scienze Umane e Sociali aggregato alla Normale di Pisa, ordinario dell’Accademia delle Arti del Disegno, già membro del consiglio d'amministrazione della RAI e candidato sindaco di una costellazione di liste civiche a Firenze nel 2004, ha indirizzato una lettera aperta all’attuale sindaco Dario Nardella.

Idra si è rivolta a Franco Cardini per sottoporre il piano di ristrutturazione previsto sulla collina che ospita Boboli e Forte Belvedere ed il percorso di dibattito pubblico richiesto da 677 residenti dell’Oltrarno e ammesso dalla competente Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione ma fermo a Palazzo Vecchio.

Ecco il testo della lettera

"Carissimo Dario, che vuoi farci, ogni tanto scoppiano delle grane. A Firenze, e di questi tempi, poi… Qualcuno ti ha detto: “L’hai voluta la bicicletta? E allora pedala!”. Non mi allineo sul parere di questi ciclofili. Quella bicicletta, qualcuno doveva pure inforcarla. E tu sapevi quel che sapevi quando l’hai fatto, ti aspettavi ringraziamenti e contumelie, auguri e anatemi, gioie e dolori, onori e disonori, osanna e crucifige. Sta scritto che solo chi non fa non sbaglia, ma nella nostra bella città non è vero nemmeno quello: a fare o a non fare, si sbaglia sempre.

La “variante”, pare per il momento solo “adottata”, preoccupa me non meno di tanti altri. Io sono nato al confine tra i rioni di porta Romana e di San Frediano, a un tiro di sasso da quella strana, bellissima Via del Ronco oggi mozza ma dalla quale si accedeva un tempo direttamente al giardino di Boboli, quasi di fronte alla Vasca dell’Oceano e poche decine di metri a sinistra della splendida Limonaia, molto più bella – ebbene, sì – della celebratissima orangerie delle Tuileries. Tutto quello che succede in quel fazzoletto di terra, in quel giardino incantato e nelle sue adiacenze, tocca direttamente me e la mia infanzia, i miei ricordi, tutta la mia vita. Qui si parla di una fetta dell’Oltrarno ch’è un’autentica meraviglia, un tesoro inestimabile, e che da Porta Romana fiancheggiando Palazzo Pitti e i Viali dei Colli arriva dritta fino a San Miniato e a San Niccolò. Capisco che ci sia chi ambisce a utilizzarla per vacanze di sogno adatte agli happy few. Mi rendo conto che sarebbe un business arcimiliardario e che tanta ricchezza così mobilitata avrebbe una discreta ricaduta anche sulla città nel suo insieme. Mi pongo però un serio problema del rapporto costi-ricavi. E i costi, esattamente come i ricavi, non sono mai soltanto economici o finanziari.

Non ti chiedo di non farne di nulla. Anche perché so bene che non mi staresti a sentire e che non potresti farlo nemmeno se tu volessi. Ti dico soltanto: ripensiamoci, valutiamo, discutiamo. Magari siamo davanti a una di quelle occasioni che capitano una sola volta nella vita: a un taxi che passa una volta sola. Non ti chiedo di farlo saltar per aria. Ti chiedo solo se non c’è un mezzo per farlo ritardare un po’. Magari invitandolo a un diversivo, a una bella ma tortuosa passeggiata sulle nostre belle colline con vista sui panorami mozzafiato che tu ed io ben conosciamo. Con affetto, tuo FC"

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