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martedì 19 novembre 2019

Attualità venerdì 18 ottobre 2019 ore 11:47

"Ci sono rischi per l'attivazione del 5G?"

I consiglieri di opposizione a Palazzo Vecchio, Dimitrij Palagi ed Alessandro Draghi, interrogano la giunta comunale sull'attivazione della nuova rete



FIRENZE — Firenze è pronta ad accogliere una nuova rete 5G, l'annuncio è stato dato dall'amministrazione comunale nelle scorse ore ed immediate sono arrivate le repliche da parte delle opposizioni di sinistra e di destra. Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune ed Alessandro Draghi di Fratelli d'Italia hanno interrogato la giunta fiorentina in merito all'attivazione dei nuovi serivizi digitali legati alla rete 5G.

"Esiste una mozione approvata a larga maggioranza nella scorsa consiliatura - ha ricordato Palagi - ed una interrogazione depositata a inizio di ottobre, la cui risposta dovrebbe arrivare entro il 6 di novembre, sulla tematica 5G. Avevo depositato l'interrogazione proprio per evitare che si arrivasse ad annunciare un nuovo servizio di un'impresa privata senza aver politicamente rassicurato la cittadinanza su alcuni dubbi che esistono. Dove è il ruolo del pubblico? A Firenze c'è sempre meno - prosegue Palagi - sembriamo una città ostaggio di app e nuove tecnologie private. Invece quello che auspichiamo è un ente istituzionale capace di sperimentare e innovare per primo, regolando chi opera sul mercato esclusivamente a fine di profitto. Quando si parla poi della salute della cittadinanza non si dovrebbe scherzare". Palagi fa riferimento alla mozione 2019/00195, avente per oggetto “Valutazioni preliminari per telefonia 5G”, approvata dal Consiglio comunale del 28 marzo 2019, in cui si impegnavano l’Amministrazione e personalmente il sindaco a "redigere, previa apertura di un tavolo di concerto con le autorità competenti, un piano complessivo, a livello comunale, per gli impianti della tecnologia 5G prima di rilasciare singole autorizzazioni, avendo come obiettivo, nell’ottica dell’applicazione del principio di precauzione e salute pubblica", "valutare il ridimensionamento fisico delle installazioni di impianti per la telefonia mobile già presenti", "valutare attentamente, nelle more dell’approvazione del suddetto piano, la sostituzione rilascio di qualsiasi autorizzazione per impianti 5G nel territorio nel Comune di Firenze", invitando "a sensibilizzare, in sede di ANCI Nazionale, sul tema del 5G al fine di trovare la soluzione migliore a tutela della salute pubblica".

Il consigliere Alessandro Draghi, sposando un intervento sul tema annunciato da parte del consigliere regionale Paolo Marcheschi, annuncia una domanda di attualità per la prossima assemblea cittadina in merito ad eventuali verifiche effettuate sull'applicazione della nuova tecnologia nell'area urbana fiorentina. “Con un’interrogazione, da discutere in Consiglio regionale - è la dichiarazione di Marcheschi - chiedo alla Giunta se e in che modo la nuova tecnologia è compatibile con le salvaguardie e i limiti imposti anche dalla legge regionale per l’individuazione dei luoghi dove collocare le antenne di trasmissione. E se sono previste specifiche modalità per il rilascio delle autorizzazioni ai suddetti impianti". Il capogruppo di Fratelli d'Italia ha poi aggiunto "I Comuni sono dotati di regolamenti per la collocazione degli impianti, quella di Firenze è una perciò fuga in avanti oppure il 5G rientra nel vigente regolamento comunale? La legge nazionale 36/2001, legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettromagnetici, si basa sul principio di precauzione e prevede fra le competenze assegnate alle regioni il concorso all'approfondimento delle conoscenze scientifiche relative agli effetti sulla salute in particolare quelli a lungo termine. Quindi, chiedo se la Regione si sia adoperata per conoscere nel dettaglio il funzionamento della nuova tecnologia e le possibili ricadute sulla salute dei cittadini. La mia è attenzione per la salute dei cittadini non deve essere scambiata per volontà di frenare l’avanzamento della tecnologia”.



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