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Attualità mercoledì 09 dicembre 2020 ore 18:43

Archistar difendono il Franchi "E per Italia '90?"

Il sindaco ha replicato alle parole degli archistar che hanno chiesto la conservazione evidenziando la mancanza di attenzione sui lavori di Italia '90



FIRENZE — Gli archistar mondiali sono scesi in campo per intervenire sul futuro dell'impianto progettato da Pier Luigi Nervi. Il primo cittadino, chiamato nuovamente in causa dai professionisti sul destino dell'Artemio Franchi ha spiegato di essere in attesa delle risposte del ministero per l'interpretazione della nuova normativa ed ha puntato il dito sulle modifiche effettuate per i Mondiali in occasione dell'edizione Italia '90.

Tra i firmatari della lettera a Palazzo Vecchio anche Norman Foster, Richard Meier, Tadao Ando, Alvaro Siza, Rafael Moneo, Mario Cucinella e Alejandro Aravena hanno citato della prima opera di Pier Luigi Nervi "la pensilina a sbalzo, le scale elicoidali e i dettagli evocativi" che hanno ispirato ingegneri e architetti in tutto il mondo. L'obiettivo è "conservare" la vecchia struttura attraverso un risanamento tra dettagli del passato e funzionalità contemporanea degli impianti all'avanguardia.

Dario Nardella ha risposto agli architetti "Ho letto con interesse la lettera firmata da importanti architetti sullo stadio Artemio Franchi, che evidenzia ancora una volta la grande attenzione internazionale in generale per la città di Firenze e oggi in particolare per lo stadio progettato da Pier Luigi Nervi. Un’attenzione amplificata dalla stampa internazionale, dal New York Times alla Süddeutsche Zeitung. Non posso non rilevare che quella stessa attenzione è mancata quando lo stadio Franchi è stato fortemente modificato per i mondiali di calcio del 1990". 

"Ma è evidente a tutti, anche agli stessi archistar, che un impianto sportivo - se non è adeguato ai tempi per funzionalità, agibilità e sostenibilità - perde la sua funzione originaria. Ho grande rispetto per gli illustri firmatari della lettera e credo sia importante ascoltare la comunità professionale e scientifica internazionale, cogliendo la disponibilità offerta. Come noto, siamo in attesa di una risposta del Ministero dei Beni Culturali per l’interpretazione corretta delle nuove norme e - per rispetto istituzionale - credo sia doveroso attendere quel parere. Desidero fin da ora invitare tutti i firmatari della lettera a una riunione in videoconferenza per un confronto aperto e, mi auguro, costruttivo. Attendo con impazienza un riscontro positivo a questo invito da parte di tutti loro". 

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