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Attualità mercoledì 13 novembre 2019 ore 11:32

Apre il cantiere e le associazioni cercano casa

I lavori di ristrutturazione alla ex Caserma Vannini hanno spinto le storiche associazioni d'arma a cercare nuove sedi, una impresa quasi impossibile



FIRENZE — Tutte le associazioni d’arma che hanno sede nella ex Caserma Vannini di piazza San Pancrazio, nel cuore del centro storico fiorentino, sono alla ricerca di una nuova sistemazione, è quanto hanno reso noto nelle scorse settimane dall'Associazione del Fante e dall'Associazione dei Lupi di Toscana. "Il cortile interno è stato occupato da ben due cantieri ed è quasi del tutto impraticabile" hanno fatto sapere i volontari che a giorni alterni tengono aperte le sedi. Un cantiere interessa la palazzina degli ex alloggi demaniali militari che da circa un anno l’Agenzia del Demanio ha ceduto ad un privato, un altro cantiere è stato invece avviato dal Museo Marini con lo scopo di riportare porticato e cortile al suo aspetto originario. 

Le varie associazioni, nelle quali figurano anche carabinieri, marinai e bersaglieri, sono state trasferite provvisoriamente in altri locali attualmente liberi e non interessati dai lavori. "Il progetto del Museo prevede il restauro dell’intero monastero che comprende anche tutti gli attuali locali occupati dalle associazioni - ha spiegato con una lettera agli associati il presidente dei Lupi di Toscana - e si ipotizza che i lavori dovrebbero proseguire per almeno altri 28 mesi in maniera progressiva. Abbiamo costituito un Comitato per interloquire con il Comando Militare di Presidio, con il prefetto ed anche col sindaco di Firenze al fine di individuare una nuova dislocazione. Nel frattempo l’Agenzia del Demanio vuole regolarizzare la nostra posizione con un documento ufficiale. In passato la struttura faceva capo al Demanio Militare e come tale richiedeva da noi il semplice pagamento di un canone di locazione, previsto per legge, pari al 10 per cento del canone di mercato. Le procedure dell’Agenzia del Demanio non prevedono un canone di locazione, ma un canone di concessione (pur sempre pari al 10 per cento del canone di mercato). Non è una differenza di poco conto poiché firmando il modulo di richiesta di concessione che ci è pervenuto, non abbiamo solo l’obbligo del pagamento del canone, ma dovremmo anche farci carico di tutti i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura. Immaginate il fervore con cui i presidenti delle varie associazioni si sono precipitati a richiedere tale concessione. Ovviamente ci è stato anche comunicato che in assenza di tale richiesta siamo tenuti a lasciare i locali entro il 31 dicembre 2019". 

Le risorse economiche a disposizione non sono molte, per questo le associazioni si sono rivolte ciascuna ai propri iscritti per mantenere attivi i presidi in memoria della storia militare italiana e dei vessilli dei corpi rappresentati. I presidenti hanno chiesto agli iscritti uno sforzo economico per poter affrontare i traslochi che comporteranno anche adempimenti burocratici come ad esempio gli allacci a nuove utenze. Gli ex commilitoni non si danno per vinti e sono in cerca di nuove sistemazioni sul territorio fiorentino.


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