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Attualità lunedì 22 agosto 2016 ore 16:39

Il no di Falchi alla chiusura del Cmp

Il sindaco di Sesto Falchi ha scritto al ministro Calenda: “Rivedere la privatizzazione di Poste e scongiurare la chiusura del centro meccanizzato"



SESTO FIORENTINO — Governo e Parlamento intervengano per rivedere il piano di privatizzazione di Poste Italiane e scongiurare il declassamento del Centro di Meccanizzazione Postale di via Pasolini. E’ quanto chiede il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, nelle lettere inviate ai parlamentari eletti in Toscana e al Ministro della Sviluppo Economico Carlo Calenda.

“Il piano industriale presentato da Poste Italiane riduce il numero dei CMP in Italia e prevede per quello di Sesto Fiorentino il declassamento a CP - osserva Falchi nella missiva indirizzata al Ministro - ciò determinerà un evidente esubero di personale e sulle lavoratrici e i lavoratori ricadrà tutto il peso di una decisione grave e dannosa per il territorio. Il declassamento risponde, evidentemente, a un disegno legato al processo di privatizzazione di Poste Italiane”.

“Nel mio ruolo di sindaco - osserva ancora - trovo grande difficoltà nello spiegare ai miei concittadini la logica che sta dietro a questa decisione, che appare improntata alla necessità di una rapida monetizzazione da realizzarsi il più in fretta possibile, mettendo la parola fine, in sostanza, al servizio postale universale”.

Alla luce della situazione, Falchi chiede al Ministro “di attivarsi presso il Governo affinché sia rivisto il piano di privatizzazione” e di “volersi adoperare per una revisione dei progetti di ridimensionamento dei CMP”. Nel caso di quello di Sesto Fiorentino, la proposta è di avviare “un piano di riconversione industriale che, mantenendo la vocazione logistica, possa aprire alle nuove opportunità legate alla diffusione dell’ecommerce e alle specificità dell’area in cui è situato”.

Richieste analoghe sono quelle rivolte ai parlamentari, che Falchi invita ad adoperarsi per “favorire un ripensamento del Governo sul piano di privatizzazione e sul futuro del Cmp di Sesto Fiorentino, a tutela dei lavoratori e del territorio”.

“La riconversione industriale del Cmp di Sesto Fiorentino - prosegue - potrebbe essere il primo passo nella giusta direzione. Si tratta di un’opportunità da cogliere, mantenendo la vocazione logistica, tutelando l’occupazione e avviando con i lavoratori, le istituzioni locali, le associazioni di categoria, un confronto serio sulle funzioni da mantenere o creare nello stabilimento”.



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