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Attualità giovedì 01 agosto 2019 ore 17:52

Educazione civica, votata la legge nata a Firenze

Dopo il passaggio alla Camera anche il Senato ha approvato la nuova materia, nel programma di studi la Costituzione, la bandiera e l'inno d'Italia



FIRENZE — L'educazione civica torna ad essere una materia obbligatoria con un voto sulla pagella. Il disegno di legge sulla reintroduzione dell'educazione civica come materia scolastica con tanto di votazione è stato approvato dal Parlamento e prevede la conoscenza della Costituzione e delle istituzioni dello Stato oltre alla storia della bandiera e dell'inno italiano. "Che bella notizia - ha commentato il sindaco di Firenze, Dario Nardella - questa proposta partita da Firenze ha conquistato destra e sinistra: è il bello delle cose giuste, delle cose che hanno un senso. Un grazie speciale a tutti i sindaci che con la raccolta firme l’hanno portata in Parlamento".

La vicesindaca e presidente della commissione istruzione, politiche educative ed edilizia scolastica dell’Anci, Cristina Giachi ha detto
“Dal punto di vista tecnico di chi aveva scritto il disegno di legge presentato da Anci e solo in minima parte accolto possiamo dire che si sarebbe potuto fare molto di più. Il governo infatti ha molto snaturato la proposta originaria: dal cambiamento del nome, nella nostra proposta si parlava di educazione alla cittadinanza non di educazione civica, alla previsione dell’organico, e delle risorse da investire che erano presenti nella proposta di Anci. Questa legge non mette risorse aggiuntive e soprattutto non dice chi insegnerà la materia”. “Una parte di quel che dicevamo noi è stata accolta e di questo siamo felici. Sará prevista l’attività dei comuni, ad esempio. E l’ora diventa obbligatoria e questo è fondamentale” ha concluso.

Sulla stessa linea critica, a puntare il dito su quello che potrebbe essere un flop, è il deputato fiorentino Gabriele Toccafondi che ha commentato “E' inutile fare un provvedimento e poi non dotarlo di alcuna risorsa per farlo funzionare come sta facendo il Governo. Il problema è che, per chi ci governa, conta di più un titolo sul giornale che la formazione dei nostri ragazzi. Infatti la proposta del Governo è vuota: entra una nuova materia, ma non arrivano né nuovi insegnanti specializzati in quella materia né sono previste risorse aggiuntive. Si tratta così di 33 ore di lezione che saranno fatte da professori di tutte le discipline, magari a turno, da decidere via via o all’inizio dell’anno. Una materia che sarà strumento di valutazione per gli studenti, ma i voti saranno decisi da un coordinatore che dovrà sentire tutti i docenti che durante l’anno hanno svolto le lezioni senza che sia prevista una formazione ad hoc per coloro che dovranno insegnare la materia”.



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