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Attualità giovedì 13 aprile 2017 ore 18:17

Braccio di ferro infinito sul futuro della Malo

Lavoratori in presidio davanti alla Regione dove si è svolto un tavolo sulla crisi dell'azienda di cachemere in mano a una holding russa



CAMPI BISENZIO — "L'anima della Malo chiede solo chiarezza". Il messaggio è lo stesso che i lavoratori sventolano da tempo sul loro striscione. Lo hanno ripetuto anche davanti alla sede della presidenza della Regione Toscana in palazzo Strozzi Sacrati a Firenze. 

Dentro, era intanto in corso la riunione sul futuro dell'azienda che oltre allo stabilimento di Campi Bisenzio ne conta un altro anche a Borgonovo, in provincia di Piacenza. Al tavolo si sono seduti il consigliere del governatore Rossi per il lavoro Gianfranco Simoncini, i sindacati, l'assessore di Campi Bisenzio Eleonora Ciambellotti, e il presidente del consiglio d'amministrazione della Malo Giedrius Pukas. 

La proprietà ha illustrato le linee guida del piano industriale della storica azienda, ora in mano a una holding russa che, si legge in una nota, prevede di esternalizzare le produzioni e una ricapitalizzazione. Un confronto che andrà avanti anche nelle prossime settimane e nel quale la Regione Toscana ha assicurato che rimarrà a disposizione delle parti per seguire tutta la fase di discussione e confronto sul futuro produttivo dell'azienda. 

"Diciamo no a questa scelta, che metterebbe a rischio una parte dei circa 60 lavoratori di Campi - ha detto Alessandro Picchioni della Filctem Cgil - abbiamo chiesto all'azienda di non procedere, chiediamo una prospettiva occupazionale, non vogliamo posti di lavoro in bilico".

L'azienda si è detta pronta ad ascoltare le controproposte sindacali prima di muoversi e ci saranno due incontri sindacati-dirigenza, nelle prossime settimane, cui seguirà un altro summit in Regione e la proprietà ha poi annunciato una ricapitalizzazione da 20 milioni di euro che tuttavia lascia Picchioni "scettico, perché è stata promessa da mesi ma ancora non si è vista".



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