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Attualità lunedì 18 settembre 2017 ore 10:01

Un aiuto per i malati di fibromialgia

Una raccolta di firme alla sede della Giunta regionale per dare voce ai malati di fibromialgia, encefalomielite mialgica benigna e sensibilità chimica



FIRENZE — Il Comitato Fibromialgici Uniti - Italia, associazione di volontariato che lotta per il riconoscimento dei diritti degli ammalati di fibromialgia attraverso petizioni e iniziative sul territorio in tutta Italia, ha organizzato per oggi una raccolta di firme nella sede della Giunta regionale a Novoli. 

In Italia sono circa 3 milioni di soggetti, prevalentemente donne, che soffrono di una grave patologia cronica: la fibromialgia. A scatenare questa patologia sono spesso traumi psicologici o fisici. I disturbi causati dalla fibromialgia comprendono, tra gli altri: dolore alla colonna vertebrale o alle articolazioni periferiche, rigidità articolare, sindrome dell’intestino irritabile, emicrania, astenia, ansia, crisi di panico, depressione, nausea, vertigini. Tutto diventa difficile, anche alzarsi dal letto la mattina per andare a lavoro.

La compatibilità della malattia con il lavoro è, in sé, un grosso problema: per esempio, ci sono tantissime donne affette da fibromialgia che abbandonano la propria attività lavorativa perché hanno difficoltà a conciliare il lavoro con le esigenze di cura della famiglia.

"Studi recenti - scrive la referente per la Toscana Rosaria Mastronardo - hanno dimostrato che l'incidenza della malattia è in forte aumento, e sta aumentando anche la percentuale degli ammalati maschi; si stanno rilevando anche dei casi di adolescenti affetti".

La referente della Toscana precisa che "la si potrebbe definire una malattia invisibile: perché chi ne è affetto spesso continua a svolgere le proprie attività quotidiane senza far trasparire i dolori ed i malesseri che lo affliggono in ogni momento. Il fatto, poi, che non esista ancora un esame clinico che permetta di identificarla in modo definitivo contribuisce a rendere la malattia ancora più invisibile agli occhi degli altri".

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riconosciuto già dal 1992 l’esistenza di questa sindrome, solo alcuni paesi si sono adeguati: e tra questi non figura l’Italia. Il Parlamento europeo ha invece approvato nel 2008 una dichiarazione che invitava la Commissione europea e il Consiglio a mettere a punto una strategia comunitaria per la fibromialgia, in modo che questa sindrome sia finalmente riconosciuta come una malattia.
Il comitato, il CFU-Italia (Comitato Fibromialgici Uniti), è nato nel 2016 e si batte per il riconoscimento di questa malattia: è un comitato composto da persone affette da fibromialgia, in grande maggioranza donne.

Nell'ente Regione Toscana è stata avviata un'importante campagna di sensibilizzazione che riguarda specificamente gli aspetti della fibromialgia in relazione al lavoro.

Tra altre iniziative, è stato pubblicato un opuscolo divulgativo, distribuito a tutti i dipendenti, predisposto dalla dr.ssa Ballerini dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Careggi, in collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) della Regione Toscana, con il quale si è mirato ad informare tutti i dipendenti dell'ente su sintomi, cause e cure della malattia.



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«Rilanciamo il turismo con le donne in vetrina», la proposta del consigliere regionale leghista toscano che indigna

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