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Cronaca venerdì 23 febbraio 2024 ore 20:40

Polizia carica gli studenti dei cortei pro Palestina - VIDEO

I disordini a Pisa
I disordini a Pisa

Disordini a Firenze e a Pisa, con feriti sia tra gli studenti che tra i poliziotti. Valanga di reazioni, migliaia ai presidi di protesta in piazza



TOSCANA — Cariche di polizia, alcune di alleggerimento, stamani a Firenze e a Pisa durante i cortei pro Palestina. In entrambi i casi, a quanto ricostruito, i manifestanti avrebbero tentato di oltrepassare gli sbarramenti delle forze dell'ordine innescando la loro reazione di contenimento. 

A seguito degli episodi sono rimasti feriti sia studenti (5 a Pisa si sono fatti medicare in pronto soccorso) che poliziotti (almeno 3 secondo Fsp Polizia di Stato di Pisa).

Il corteo pisano, secondo quanto fatto sapere dalla questura, non era stato autorizzato: la polizia ne sarebbe venuta a conoscenza tramite l'esame dei social network. 

A Firenze invece, fa sapere anche in questo caso la questura, i manifestanti avrebbero tentato di andare oltre rispetto al tracciato autorizzato, in particolare dirigendosi verso il consolato americano.

Qui Pisa

Sta di fatto che a Pisa l'area cinturata era quella di piazza dei Cavalieri, dove si trova la sede della Scuola Normale Superiore. 

Il corteo degli studenti - un centinaio di persone anche con rappresentanze di centri sociali e collettivi - voleva raggiungere la piazza ed è partita la carica. L'ateneo è rimasto protetto da un cordone di forze dell'ordine

I disordini a Pisa

I disordini a Pisa

Nel pomeriggio circa 5.000 persone sono scese in piazza per protestare contro l'accaduto. Parte dei cittadini ha aderito all'iniziativa delle forze politiche di centrosinistra e associazioni con presidio davanti alla prefettura, in piazza Mazzini, mentre un'altra parte si è radunata sotto al Comune, in piazza XX Settembre, nel presidio promosso invece dalla sinistra radicale e dall'universo antagonista.

Uno dei presidi di protesta a Pisa

Uno dei presidi di protesta a Pisa

Qui Firenze

A Firenze invece i manifestanti - oltre a realtà studentesche anche sindacati di base ed esponenti della comunità palestinese - erano partiti da piazza Santissima Annunziata verso piazza Ognissanti. Qui si chiudeva il percorso autorizzato dalla questura.

Una volta lì però il corteo si è diretto verso il consolato americano. E' stato a quel punto che la polizia ha attivato le cariche di alleggerimento. Il corteo si è poi ritirato verso la poco distante piazza Ognissanti.

I disordini a Firenze

I disordini a Firenze

Poche settimane fa all'indirizzo del consolato americano erano state lanciate delle molotov, che si erano arrestate sulla strada antistante.

Una valanga di reazioni

Quanto accaduto e i video che hanno ripreso chiaramente l'uso dei manganelli hanno suscitato una valanga di reazioni, con la politica divisa tra la condanna giunta da sinistra verso l'uso della forza in manifestazioni in larga misura studentesche, e il sostegno all'operato della polizia giunto da parte del centrodestra e in particolare dalla Lega.

A Pisa il rettore dell'ateneo Riccardo Zucchi si è detto "sconcertato" per l'accaduto, così come "profondamente turbati" si sono definiti il direttore della Scuola Normale Superiore Luigi Ambrosio e la rettrice della Scuola Superiore Sant'Anna Sabina Nuti.

Anche dall'Università di Firenze giungono in una nota condanna per la violenza e preoccupazione per gli scontri di stamani a Firenze e a Pisa. 

Dal governo è arrivata la voce della ministra dell'università Anna Maria Bernini ha richiamato alla libertà di manifestare purché col mantenimento dell'ordine.

Tornando alla Città della Torre Pendente il sindaco Michele Conti, che guida una maggioranza di centrodestra, si è detto profondamente amareggiato anche come cittadino e genitore, oltre che nel suo ruolo istituzionale, rivendicando tramite Facebook la vocazione di Pisa a "luogo di incontro e confronto". 

Sdegno dai vertici istituzionali toscani. Il presidente della Regione Eugenio Giani ha affermato: "Le immagini di Pisa e Firenze mi lasciano senza parole. In Toscana non accettiamo la violenza contro ragazze e ragazzi che manifestano pacificamente. I manganelli non sono la soluzione al dissenso politico".

Dello stesso tenore le parole del presidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo che ha definito "gravissime" le immagini degli scontri: "L'Italia non può essere lo Stato in cui, nel 2024, per fermare degli studenti adolescenti siutilizzano i manganelli e la violenza, e non può essere una giustificazione il fatto che quel corteo non fosse stato comunicato o autorizzato". 


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