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Attualità martedì 13 gennaio 2015 ore 18:16

L'imam: "No a ipocrisie, io non sono Charlie"

Servizio di Francesco Sangermano

Izzedin Elzir condanna senza se e senza me gli attentati ma precisa: "Sono dalla parte delle vite e della libertà ma non di questa rivista"



FIRENZE — L'occasione è stata una iniziativa organizzata da Unicoop Firenze col titolo "Siamo tutti Charlie" e alla quale hanno preso parte anche il rabbino capo di Firenze Joseph Levi, il vicario generale dell'Arcidiocesi di Firenze mons. Andrea Bellandi oltre al vignettista Sergio Staino.

Un momento di confronto in cui tutti hanno sottolineato la necessità di rispondere al terrorismo con le armi del dialogo e della comprensione reciproca, sgomberando il campo da false equazioni (a partire da quella che vorrebbe Islam sinonomo di terrorismo) e lavorando invece per una vera integrazione.

Ma, come detto, l'imam fiorentino e presidente degli islamici italiani si è anche in qualche modo "dissociato" dallo slogan scelto per la manifestazione. "Non sono d'accordo con lo slogan 'Siamo tutti Charlie', non voglio essere ipocrita - ha detto Elzir ricordando come le prime vittime di quello che è accaduto siano gli stessi musulmani - Non sono dalla parte di questa rivista; sono dalla parte delle vite umane che sono state perse, sono dalla parte della vita, e sono disponibile a difendere la libertà dell'altro con la mia vita".



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