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Cronaca lunedì 25 settembre 2017 ore 18:50

Abilitazioni col trucco, i toscani coinvolti

C'è anche un ex ministro fra i 59 indagati nell'inchiesta sui concorsi pilotati e un toscano fra i sette docenti universitari ai domiciliari



FIRENZE — Sta destando enorme clamore l'inchiesta della procura fiorentina denominata Chiamata alle armi, con riferimento agli accordi sottobanco scoperti dalla Guardia di Finanza fra i docenti universitari di vari atenei italiani per far ottenere l'abilitazione professionale all'insegnamento del diritto tributario ad alcuni candidati piuttosto che ad altri, in barba al merito e ai curricula (vedi qui sotto l'articolo collegato).

L'inchiesta è nata dalla denuncia di un ricercatore fiorentino a cui era stato chiesto di ritirarsi dal concorso per l'abilitazione  in modo da favorire un altro candidato meno qualificato. Il ricercatore non ha accettato ed è andato in procura a raccontare le pressioni indebite.

Sette i professori universitari di diritto tributario finiti agli arresti domiciliari: Alessandro Giovannini, livornese, docente dell'Università di Siena, Guglielmo Franzoni, docente a Lecce e tributarista di uno studio fiorentino, Giuseppe Zizzo dell'Università Carlo Cattaneo di Castellanza, a Varese, Fabrizio Amatucci, docente dell'Università di Napoli, Giuseppe Maria Cipolla dell'Università di Cassino, Adriano Di Pietro, professore dell'Università di Bologna, Valerio Ficari, ordinario a Sassari e attualmente supplente all'università di Tor Vergata, a Roma.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze Angelo Pezzuti ha disposto, oltre ai sette arresti domiciliari, l'interdizione per un anno dall'attività accademica per altri 22 docenti. Fra questi c'è anche il professore dell'ateneo fiorentino Roberto Cordeiro Guerra. "All'esito dell'indagine risulterà la perfetta correttezza del mio operato - ha commentato Guerra - ma ritengo priva di ragione la sospensione dall'attività di professore universitario, soprattutto per l'impatto sulle lezioni e i corsi in pieno svolgimento".

Gli altri docenti interdetti sono Massimo Basilavecchia, Mauro Beghin, Pietro Boria, Andrea Carinci, Andrea Colli Vignarelli, Giangiacomo D'Angelo, Lorenzo Del Federico, Eugenio Della Valle, Valerio Ficari, Maria Cecilia Fregni, Marco Greggi, Giuseppe Marino, Daniela Mazzagreco, Francesco Padovani, Maria Concetta Parlato, Paolo Puri, Livia Salvini, Salvatore Sammartino, Pietro Selicato, Thomas Tassani, Loris Tosi e Francesco Tundo.

L'interdizione dall'attività universitaria potrebbe essere adottata nei prossimi giorni anche nei confronti di altri indagati, dopo l'interrogatorio di garanzia. Fra questi c'è il rettore dell'Università di Benevento Augusto Fantozzi, ministro nei governi guidati prima da Lamberto Dini e poi da Romano Prodi negli anni compresi fra il 1996 e il 1998. 

Nell'inchiesta Chiamata alle armi sono indagate complessivamente 59 persone e sono state eseguite, ad oggi, oltre 150 perquisizioni.

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