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Attualità venerdì 27 settembre 2019 ore 16:31

Taxi a Firenze, parla il presidente Uritaxi

Claudio Giudici, presidente nazionale Uritaxi, commenta i dati di un rilevamento effettuato per valutare aspetti positivi e negativi del servizio



FIRENZE — I taxi occupano un ruolo determinante sullo scacchiere della mobilità urbana, la categoria si pone in una zona intermedia tra il mezzo privato, il car sharing ed i grandi mezzi di trasporto su gomma e su ferro. Il gradimento da parte dei clienti appare alto, ma ci sono aspetti sui quali il servizio rischia di perdere punti preziosi.

QuiNews Firenze ha intervistato il presidente nazionale di Uritaxi, Claudio Giudici, per commentare i dati dell'ultimo sondaggio commissionato dai tassisti fiorentini a GPF Inspiring Research per valutare il gradimento del servizio in città.

Perché avete scelto lo strumento del sondaggio? 

"Abbiamo effettuato il sondaggio perché ci piace monitorare la soddisfazione della clientela, lo abbiamo già fatto in passato e siamo anche stati monitorati. Stavolta ci siamo spinti oltre rispetto a quanto indagato in precedenza perché abbiamo individuato un periodo molto caldo tra giugno e settembre ovvero quando ci sono eventi come Pitti, i flussi turistici sono al picco ed i fiorentini sono ancora presenti in città oppure sono rientrati dopo le vacanze e riaprono le scuole. Abbiamo ricevuto un quadro molto incoraggiante e siamo orgogliosi di aver aumentato la percentuale di soddisfazione dall'88 per cento al 90 per cento".

Come si integrano oggi i taxi con il contesto della mobilità cittadina?

"La scelta del mezzo pubblico è una pratica che coinvolge sempre più cittadini, anche l'arrivo della tramvia ha aiutato, certo sul tratto aeroportuale abbiamo registrato delle flessioni sulle chiamate alla centrale operativa, ma era inevitabile. L'uso delle App ha performato molto il servizio oggi più accessibile che in passato attraverso i canali digitali, ma purtroppo ci sono anche degli aspetti negativi dei quali dobbiamo tenere conto". 

Intende il traffico e le attese?

"Sui tempi di attesa devo sfatare un mito visto che i tempi sono diminuiti, ma occorre spiegare bene cosa accade perché chi non è del settore potrebbe lasciarsi sviare dalle immagini che a volte circolano in rete. Se facciamo una gara di foto davanti alla stazione di Santa Maria Novella è più facile vedere una fila di tassisti che una fila di clienti in attesa. Anche durante i periodi di attesa, che si possono quantificare in una percentuale del 5 per cento sul 95 per cento di volte in cui le vetture sono presenti, i tempi di smaltimento di una coda di cento metri sono dell'ordine dei nove minuti. Qualcosa è cambiato negli ultimi tempi, la nuova mobilità ha causato dei sensibili ritardi, ad esempio le vetture impiegano più tempo a fare il circuito attorno alla stazione centrale, così come incontriamo difficoltà in piazza Dalmazia ad esempio, ma le vetture ci sono. Sono i semafori che frenano i flussi. Il segreto della regolarità del servizio sta tutto nella libertà di circolazione dei mezzi". 

Nel sondaggio si fa riferimento anche ai costi del servizio

"Premesso che chiunque preferirebbe un servizio meno caro rispetto ad uno più caro, inevitabilmente il tempo speso nel traffico grava sul valore finale della corsa, perché il tassametro continua a girare. Tempi di spostamento più rapidi aiuterebbero a tenere i costi più bassi, non ci sono dubbi su questo".

Perché si sceglie ancora il taxi? 

"Si tratta di un mezzo di trasporto che offre enormi comodità. Rispetto al mezzo pubblico che siano autobus o tram, il passeggero può scegliere dove salire e dove fermarsi, può fare fermate intermedie e gestire il viaggio in tutta sicurezza. Abbiamo riscontrato negli ultimi tempi che il taxi è competitivo anche rispetto al car sharing, per il quale si paga il mezzo e non l'autista. Pensiamo ad esempio al problema del parcheggio, è vero che che il noleggio è a flusso libero, ma da qualche parte l'auto deve poter sostare. Una grande differenza poi, a nostro vantaggio, la gioca la reperibilità delle vetture. Trovare dei mezzi disponibili nella propria zona di residenza non è facile e le vetture al momento non prevedono il recupero automatico del cliente" non è ancora il momento delle supercar.

Roberto Baldassari, professore universitario e presidente e ad di GPF Inspiring Research, istituto che ha realizzato le interviste ha spiegato a QuiNews Firenze che "la realizzazione del sondaggio non è mai fine a se stessa e può aiutare molto a migliorare le dinamiche della mobilità". 

Quali spunti ci offre il sondaggio Uritaxi? 

"Nel questionario sono presenti domande sulla cortesia dell'autista o sulla pulizia del mezzo, ma anche riferimenti che comportano valutazioni più ampie. Nello specifico al sondagista non interessano i risvolti amministrativi nella gestione della mobilità, come il traffico o i costi ad esempio, ma importano quei parametri che concorrono a stabilire il dato finale". 

Un esempio?

"Quando sono venuto a Firenze ho trovato la stazione piena, ma ho impiegato un attimo a salire sul taxi, poi però ci sono voluti diversi minuti per uscire dalla stazione. Questo lo troviamo nei dati e corrisponde a quei 3 minuti di attesa media, diminuiti rispetto a due anni fa. Non è mera percezione".

E questo dato ci aiuta?

"Il dato elaborato analiticamente, incrociando il giudizio di chi prende veramente il taxi e lo trova utile oppure ne evidenzia alcune criticità, deve essere lo spunto per superare gli ostacoli che portano alla piena soddisfazione del cliente. Nel nostro caso il sistema della mobilità che non è rappresentativo del servizio, ma rischia di interferire sul giudizio finale". 

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