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Attualità mercoledì 15 luglio 2020 ore 18:43

Turismo, la culla del Rinascimento è a un bivio

La culla del Rinascimento è ad un bivio storico per effettuare una revisione del modello turistico messo in crisi dall'epidemia di Covid 19



FIRENZE — Gli Stati Generali sul Turismo si sono tenuti oggi nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Il presidente del Consiglio comunale Luca Milani ha accolto i partecipanti sottolineando "Noi non abbiamo alcun merito per questo immenso patrimonio monumentale ed artistico, tutto ciò non è merito nostro, noi abbiamo l’onore, il dovere ed il compito di conservarlo e tramandarlo alle future generazioni, ma questo lo possiamo fare in due modi; sterilizzandolo, congelandolo, rendendo il centro storico, patrimonio dell’umanità, un museo a cielo aperto nel quale si entra pagando un biglietto, magari caro, in modo da contingentare e ridurre le presenze consentendo solo a chi può permetterselo di godere di tutta questa bellezza oppure scegliere per una città contemporanea, viva e vitale che permetta la fruizione del suo patrimonio artistico a tutti, coniugandola ad una esperienza di visita nuova che faccia sentire il visitatore non turista ma parte, cittadino fiorentino, protagonista anch’esso di una storia, di un racconto che si dipana, che si sviluppa da oltre mille anni e che vuole continuare a raccontare a narrare nuove storie nuove vicende".

Gianluca Lacoppola della segreteria Cgil Firenze ha commentato “Come Cgil Firenze siamo convinti che ogni tentativo di modificare l'attuale modello turistico è destinato a fallire se non si metterà mano con decisione alle condizioni di lavoro del settore. Lo dicevamo già prima dell'emergenza Covid, ne siamo ancora più convinti oggi che uno dei principali settori dell'economia fiorentina ha dimostrato tutta la sua debolezza strutturale. Diffusione dei flussi turistici, policentrismo culturale, riconversione produttiva del centro storico, argine agli affitti turistici e lotta alla rendita, il tutto in una visione realmente metropolitana, sono temi che potranno essere realmente affrontati solo se cambia il modo di lavorare nell'industria turistica. Occorre risolvere la precarietà figlia prima di tutto di lavoro a chiamata, tirocini e contratti a tempo determinato; affrontare il tema del lavoro povero prodotto dalla diffusione dei contratti part time, delle esternalizzazioni e della mancata applicazione dei contratti nazionali di riferimento; lottare contro l'illegalità e il lavoro nero o grigio; sostenere tutti quei lavori legati al turismo. Non servono interventi a pioggia o a fondo perduto, servono interventi mirati in grado di selezionare le attività che danno garanzie occupazionali e di crescita perché legate a migliorare la proposta turistica. Serve dare un indirizzo alla ripresa del settore, serve un confronto tra comune sindacati e imprese per condividere simili indirizzi. Non possiamo tornare al modello turistico che abbiamo conosciuto fino allo scorso anno e che sta erodendo il nostro tessuto urbano e sociale. E non potranno essere i licenziamenti selvaggi e la corsa a competere abbassando il valore del lavoro il motore della ripartenza. I turisti torneranno a Firenze, resta da decidere come accoglierli e in quale modello di città e quali saranno le condizioni di lavoro del settore ricettivo-ristorativo”.


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