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sabato 21 settembre 2019

Attualità martedì 18 giugno 2019 ore 10:25

Stadio di Firenze, Campo di Marte da ridisegnare

L'attenzione da Novoli si sposta a Campo di Marte dove gli architetti fiorentini invitano a ridisegnare l'intero quartiere con nuove funzioni



FIRENZE — Il dibattito sul nuovo stadio di Firenze è stato riacceso dalla vendita della società con il passaggio di proprietà dai fratelli Diego e Andrea Della Valle al magnate italo americano Rocco Commisso. Il grande progetto di un nuovo impianto da realizzare a Novoli con varie strutture annesse che potessero risultare utili per il mantenimento economico della struttura, ha visto nelle ultime ore uno stravolgimento filosofico che al nuovo cemento preferisce il recupero architettonico dell'Artemio Franchi, l'impianto risalente agli anni '30. Gli architetti fiorentini propongono di bandire un concorso pubblico nel quale inserire le linee guida per rivedere completamente le funzioni del quartiere che già da circa 100 anni ospita l'impianto sportivo.

Dopo la discussione a suon di dichiarazioni incrociate tra il nuovo proprietario della Fiorentina, il neo rieletto sindaco Dario Nardella ed il soprintendente Andrea Pessina, si inserisce anche la Fondazione dell'Ordine degli Architetti di Firenze che commenta "accogliamo con favore l’ipotesi che il progetto del nuovo stadio di Firenze si possa concretizzare in un restyling dell’Artemio Franchi, monumento nazionale opera dell’ingegno di Pier Luigi Nervi e Gioacchino Luigi Mellucci". Gli architetti però invitano a non guardare solo lo stadio tralasciando il contesto urbanistico.

In tempi non sospetti l’Ordine degli Architetti si era già espresso in favore di questa scelta che si muove nella direzione del recupero di un bene nel segno della riqualificazione che ne attualizzi l’uso alle esigenze contemporanee. Nel tempo, già nel 2006 come nel 2013, erano state fatte delle proposte in tal senso ma la scelta si era diretta verso la realizzazione di una struttura nuova, con un progetto certamente ambizioso dal percorso rivelatosi poi complesso.

La presidente degli Architetti, Ilaria Biancalani spiega "Ripensare oggi allo stadio dove è già collocato, richiede un ripensamento del quartiere alla luce delle nuove previsioni sulla viabilità cittadina che coinvolga, oltre alla linea tranviaria, un potenziamento o l'ottimizzazione di quella ferroviaria. La qualità e il livello dell’impresa per valorizzare le caratteristiche del monumento e restituirlo alla contemporaneità richiedono l’impegno delle migliori competenze progettuali e l’unica opportunità per metterle in campo è indire un concorso pubblico internazionale che consenta alla città di acquisire una struttura sportiva che soddisfi le aspettative della tifoseria, rappresentando al tempo stesso un’occasione per rianimare la progettualità e la spinta innovativa a regia pubblica. È fondamentale comunque ragionare a scala urbana e cogliere l’opportunità di mettere a sistema le nuove previsioni di quartiere e il vantaggio dei residenti oltre che dei visitatori: è una scommessa che si può e si deve vincere con un concorso pubblico perché la soluzione possa essere scelta tra le migliori idee, su un bando ben costruito che fornisca le indicazioni e le scelte necessarie per formulare la proposta. L’Ordine degli Architetti si rende disponibile per dare un supporto al perfezionamento di questa scelta, nella forma che l’amministrazione riterrà necessaria”.



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