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Lavoro mercoledì 09 febbraio 2022 ore 12:17

Hugo Boss licenzia 22 persone, è sciopero

Presidio di protesta ai cancelli della Hugo Boss di Scandicci contro l'annunciata chiusura dello stabilimento e il taglio di 22 posti di lavoro



SCANDICCI — Protesta questa mattina ai cancelli della Hugo Boss di Scandicci, ad organizzare le due ore di sciopero e presidio sono state le sigle sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.

Licenziamento collettivo per 21 lavoratori più un contratto a termine in scadenza e dismissione del sito di Scandicci, è quanto ha comunicato Hugo Boss a Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. Lo stabilimento di Scandicci sviluppa le collezioni di pelletteria e calzature per donna, a livello di prototipi e di campionario, ed in previsione ci sarebbe la delocalizzazione in Asia e in Portogallo.

I sindacati hanno replicato "Una scelta illogica e irricevibile" e per questo motivo hanno proclamato lo stato di agitazione con sciopero e presidio ai cancelli della fabbrica dalle ore 10 alle 12.

“Riteniamo profondamente sbagliata la scelta operata dall’azienda di dequalificare il proprio prodotto e spostare all’estero gli sviluppi delle collezioni e dei campionari, oltre che le produzioni. Per giustificare la scelta, l’azienda ha comunicato che le tendenze dei mercati e dei gusti dei consumatori non sarebbero più interessate al Made in Italy. Questa affermazione è falsa, grave e inaccettabile, e nasconde solo un’operazione speculativa” hanno spiegato Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, che saranno in stato di agitazione finché l’azienda non ritirerà la procedura di licenziamento collettivo. “Si è di fronte all’ennesima delocalizzazione operata in danno ai lavoratori col solo fine di massimizzare i profitti”. "Si tratta del primo grande brand di moda che se ne va da Scandicci, anziché arrivarci. La questione quindi interroga, oltre che il mondo del lavoro, anche quello delle imprese e delle e istituzioni: mentre altri brand investono da noi, questo è uno schiaffo a Scandicci e al polo toscano della pelletteria, quindi chiediamo alla Regione e a Confindustria Moda di aprire subito un tavolo sulla vertenza. Pensiamo comunque che la strategia e l’impostazione di Hugo Boss non saranno apprezzate dai mercati, in quanto il lusso sta andando nella direzione dell’incremento qualitativo e della richiesta di prodotti esclusivi”.

Domani pomeriggio sulla vertenza è previsto un incontro in videoconferenza tra azienda e sindacati.

Il sindaco di Scandicci, Sandro Fallani, presente al presidio ha commentato "Con i 21 lavoratori della Hugo Boss impegnati da stamani nella difesa del posto di lavoro, dopo l'avvio della procedura di licenziamento formalizzata dall'azienda. Una decisione incomprensibile in un territorio e in un settore che ha amplissimi margini di occupabilità e nel quale molte aziende chiedono di venire a operare o allargare i loro stabilimenti. Stamani eravamo presenti con i lavoratori, i sindacati al presidio per cercare di capire e aprire un confronto con l'impresa".


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