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Attualità lunedì 02 novembre 2015 ore 17:51

Un'app e 25 ricercatori, è la rivoluzione di Dei

Il nuovo rettore dell'ateneo fiorentino non ha risparmiato critiche al governo: "Nella legge di stabilità non c'è un euro per il diritto allo studio"



FIRENZE — Docente di chimica, classe 1956, Luigi Dei dal primo novembre è ufficialmente il nuovo rettore dell'università di Firenze e tale sarà per i prossimi sei anni. Molti gli obiettivi messi in fila dal successore di Alberto Tesi nella sua prima uscita pubblica.

Primo tra tutti il tema a lui più caro, quello della ricerca. "Vorremmo uscire quanto prima con bando per 25 posti di ricercatori a tempo determinato - ha detto Dei -. Abbiamo bisogno di potenziare le attività di ricerca su bandi nazionali e internazionali, incrementando il numero dei ricercatori che presentino domande, per diventare più competitivi rispetto agli altri atenei".

Per farlo però, ha detto il rettore, servono più fondi. "Noi - ha detto Dei - abbiamo bisogno di un piano strutturale di investimenti da parte del governo per poter realizzare quegli obiettivi che sono gli obiettivi di un grande Paese civilizzato". Anche perchè, ha aggiunto il rettore,  le università in questi anni hanno accolto alcune modifiche in direzione di una maggior produttività e soprattutto della certificazione del merito. 

"Negli ultimi otto-dieci anni una serie di normative ha impostato meccanismi di assegnazione delle risorse non a pioggia, ma secondo criteri di premialità. Le università si sono adeguate. Ciò che resta certo, ad oggi, sono i tagli; dal canto nostro abbiamo fatto in condizioni di estrema difficoltà tutto quello che ci veniva chiesto di fare. Siamo controllati dai componenti esterni in cda, valutati in rendimento e ricerca da organismi appositi, creati per questo. Aspettiamo i risultati di queste valutazioni e aspettiamo anche che i migliori atenei siano premiati in termini di risorse e investimenti. Ancora, purtroppo, su questo fronte non vediamo molti risultati".

La frecciatina principale scoccata da Dei all'indirizzo del governo riguarda la legge di stabilità. "Non ci sono risorse per il diritto allo studio - ha tuonato Dei - e la drammaticità degli eventi di questi giorni in cui noi vediamo che i nuovi meccanismi Isee creano non solo dei disagi, ma anche delle serie preoccupazioni da parte nostra ma anche di tutti coloro che credono nel valore dell'università pubblica, pongono l'attenzione sul fatto che questo Paese deve investire sul diritto allo studio perchè altrimenti noi non riusciremo a risolvere i problemi concreti come quelli che noi stiamo attraversando in questi giorni per la questione del nuovo meccanismo Isee".

In attesa di trovare una soluzione al problema però, Dei ha annunciato l'introduzione di un altro strumento per semplificare la vita agli studenti. Una app per permettere allo studente di avere il proprio libretto universitario direttamente sul cellulare e evitare così le lungaggini burocratiche del passaggio ad esempio in segreteria.

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