Attualità Mercoledì 01 Aprile 2026 ore 17:00
Premio “Firenze Ada Cullino Marcori” a Artusi e Venturi

La 12^ edizione nell’anno del centenario della nascita di Ada Cullino Marcori ha premiato opere di storia e ricerca delle eccellenze del territorio
FIRENZE — Premio “Firenze Ada Cullino Marcori” 2026 all’Abbazia di San Miniato al Monte
Conclusa la dodicesima edizione nell’anno del centenario della nascita di Ada Cullino Marcori - il Premio è andato a opere di storia e ricerca delle eccellenze del nostro territorio
L’assegnazione del premio si e svolta nell’Abbazia di San Miniato con lo sfondo della cappella del Crocifisso del Michelozzo e il maestoso mosaico bizantineggiante raffigurante il Cristo benedicente tra la Vergine e San Miniato ubicato nella grande volta.
Ada Cullino Marcori è stata una figura di rilievo per la cultura e le sue opere di bene nell’ambiente fiorentino come ricorda il figlio Roberto, che promuove ogni anno questo evento di riconoscimento nell’ambito del nostro territorio. Ada era nata a Trieste e si trasferì in Toscana nel 1943. Ha amato e vissuto Firenze come città di adozione, città dalla quale non si è mai voluta separare, intrecciando rapporti sociali, inserendosi nel tessuto del mecenatismo fiorentino e dedicandosi costantemente ai bisognosi, ai malati di Santa Maria Nuova e ai giovani ai quali insegnava catechismo.
Il premio, promosso dalla Fondazioni Ada Cullino Marcori ets e Spadolini Nuova Antologia e con una giuria composta dai presidenti delle due fondazioni Roberto Marcori e Cosimo Ceccuti, la sindaca di Firenze Sara Funaro, dalla rettrice dell’Università degli Studi di Firenze Alessandra Petrucci, dalla direttrice de La Nazione Agnese Pini, quest’anno è stato assegnato ad opere e ricerche capaci di distinguersi per qualità e valore civile.
La cerimonia si è aperta con i saluti dell’abate di San Miniato padre Bernardo Maria Gianni che definisce il premio come il “Premio Nobel” fiorentino e con l’introduzione dei tre Preludi ai corali di J.S. Bach eseguiti all’organo da don Stefano Ulivi sacerdote della Diocesi di Firenze e Canonico della Basilica di San Lorenzo. Sono intervenuti l’assessora all’Educazione Benedetta Albanese, Cosimo Ceccuti, la vice direttrice de La Nazione Cristina Privitera e Alessandra Petrucci rettrice dell’Università degli Studi di Firenze.
Il primo premio ex aequo è stato assegnato a Luciano Artusi e Maria Venturi per il libro Foco, focherello, acqua… pubblicato da Edizioni Udom, un libro dedicato ai pompieri e alla loro storia lunga dal 1304 con le prime testimonianze della Guardia del Fuoco di Firenze, dagli incendi alle alluvioni che ne son state ben cinquanta anche se ricordiamo solo quella del 1966. Un percorso storico che ricorda incendi come quello del Teatro Umberto in piazza d’Azeglio e il Caffè Concerto in piazza Beccaria.
Sempre il primo premio è stato assegnato a Matilde Magrini per la sua tesi e lavoro di ricerca Il sovraffollamento carcerario tra diritto europeo e diritto italiano. Il caso di Sollicciano-Firenze presentato alla scuola di Scienze Politiche Cesare Alfieri - “Il sistema carcerario non è chi lo abita ma riguarda tutti noi e riguarda noi il paese che vogliamo essere”
Il premio speciale della giuria è andato alla giornalista Olga Mugnaini per il libro Tale è la nostra volontà il motto del Granduca Pietro Leopoldo che diventa un libro pubblicato dalla Camera di Commercio. Presenti anche il presidente della Camera di Commercio di Firenze Massimo Manetti e il segretario generale Giuseppe Salvini.
Olga Mugnaini scrive la storia della prima Camera di Commercio d’Italia e la terza d’Europa dopo un lungo periodo di ricerca negli archivi con un lavoro preciso e meticoloso accendendo i riflettori su Pietro Leopoldo, fiorentino d’adozione, che voleva che le imprese fossero libere e iniziò una modernità a cui siamo arrivati oggi.
Riconoscimenti speciali sono stati assegnati a Esther Diana e Francesco Tonelli curatori del libro Ferri per curare pubblicato da Edizioni Polistampa, un libro dedicato alla storia della chirurgia dell’ospedale storico San Giovanni di Dio di Firenze in Borgo Ognissanti, strada dove è nato il navigatore Amerigo Vespucci. In Toscana sono nati molti navigatori e gli autori stanno promuovendo una sala museo che ricordi questi grandi personaggi proprio nel vecchio ospedale.
Riconoscimento speciale anche a Giuseppe Garbarino per il libro Sulle tracce di Pinocchio pubblicato da EB Edizioni e Comunicazione. Un’opera di penetrante indagine che coinvolge documenti e luoghi. Un documento storico, sociale e culturale. Una passeggiata nella Firenze granducale realizzata con una scrittura agile e una leggera ironia. L’originalità di una versione della storia di Pinocchio, una ricerca dei veri personaggi ispiratori di Carlo Lorenzini ovvero Collodi: mastro Ciliegia che sarebbe il mastro Antonio che abitava nella Carraia oppure Geppetto che forse era ispirato a Giuseppe Gori forse parente di Fabrizio Gori del ristorante Burde, stranamente appassionato di Pinocchio che identificò nella piana il luogo dove abitasse Geppetto.
Occorre scoprirli tutti leggendo il libro.
Chiara Lam Nang
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