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Attualità mercoledì 23 febbraio 2022 ore 17:34

Pietà di Michelangelo riunite a Firenze

Per la prima volta a confronto, vicina l'una all'altra, l'originale della Pietà Bandini e i calchi della Pietà Vaticana e della Pietà Rondanini



FIRENZE — Nel Museo dell'Opera del Duomo sono riunite le tre Pietà di Michelangelo, una mostra unica e straordinaria in occasione di Mediterraneo frontiera di pace 2022, che vede riunirsi i vescovi e i sindaci del Mediterraneo a Firenze e a cui interverrà anche Papa Francesco.

Per la prima volta un'esposizione mette a confronto, vicina l'una all'altra, nella sala della Tribuna di Michelangelo del Museo, l'originale della Pietà Bandini, di cui è da poco terminato il restauro, e i calchi della Pietà Vaticana e della Pietà Rondanini provenienti dai Musei Vaticani.

“La tradizione evangelica si sofferma con sobrietà sulla figura della Madre del Signore. Nella religiosità popolare e nell’arte al contrario, si moltiplicano espressioni e immagini a riguardo della Vergine - così il Cardinale Giuseppe Betori - Tra le immagini più significative che lungo i secoli hanno dato forma alla figura di Maria nel cuore dei credenti c’è senza dubbio la Pietà, il corpo di Gesù deposto dalla croce accolto dalla Madre tra le braccia. Di questo gesto non v’è traccia nei racconti della passione del Signore che ci offrono nei Vangeli e di esso non fa menzione neanche la letteratura apocrifa. Dal Medio Evo in poi, invece, a partire dalle regioni germaniche, la Pietà diventa una delle più diffuse raffigurazioni mariane, e insieme cristologiche”.

A cura dei direttori dei musei Barbara Jatta, Sergio Risaliti, Claudio Salsi, Timothy Verdon, la mostra è un progetto che vede eccezionalmente coinvolti i Musei Vaticani, il Museo dell'Opera del Duomo, il Museo Novecento di Firenze, il Castello Sforzesco di Milano e le istituzioni dell’Opera di Santa Maria del Fiore, Comune di Firenze, Comune di Milano e Fabbrica di San Pietro.

Una vicina all'altra, le tre Pietà dalla prima giovinezza quando a Roma scolpì per la Cappella dei Re di Francia nell’antica San Pietro l'opera ora nella navata laterale nord della Basilica alla ultima stagione, quando, ormai vecchio, mise mano alla Pietà oggi a Firenze e poi alla Pietà Rondanini conservata a Milano.

L’esposizione fiorentina ruota intorno al recente e delicato restauro della Pietà Bandini mettendola a confronto con due calchi conservati nei Musei Vaticani, di interessanti provenienze diverse, ma che riproducono in maniera straordinaria e mirabile le altre due Pietà michelangiolesche. “Calchi che non sfigurano accanto all’originale fiorentino - ha detto Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani - non solo perché condotti a regola d’arte ormai qualche decennio fa da maestranze competenti, ma soprattutto perché, in un’epoca di grandi discussioni sulle riproduzioni NFT (Non Fungible Token) e DOC.NFT (Digital Original Copy NFT), testimoniano della necessità che si è sempre avuta di riprodurre capolavori universali della fede e dell’arte per la loro divulgazione ad un ampio pubblico in quanto straordinari mezzi di evangelizzazione e di trasmissione di valori spirituali”.

Il confronto tra queste tre opere per Timothy Verdon, Direttore del Museo dell’Opera del Duomo “Permette di misurare la crescita stilistica del Buonarroti nei cinquant’anni che separano la Pietà giovanile dalle altre due, e l’evoluzione assai più concentrata ma anche drammatica tra la Pietà fiorentina e quella milanese. Permette inoltre di cogliere la maturazione del pensiero di Michelangelo intorno al soggetto sacro tra la fine del Quattrocento e la metà del secolo successivo, mettendo a fuoco il nesso tra vita ed arte nello scultore credente che, per buona parte della sua carriera, era al servizio dei papi e quindi interprete privilegiato delle istanze di una Chiesa in dinamico cambiamento”.

Per Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento Firenze: “Questa mostra si tiene in un momento di eccezionale valore storico per la città di Firenze che a fine febbraio sarà teatro di un incontro di pace e di dialogo tra autorità religiose, spirituali e politiche provenienti da tutti i paesi del Mediterraneo. Un evento di enorme portata, che sarà arricchito dall’arrivo in città di Sua Santità Papa Francesco, per portare messaggi di speranza e di misericordia nei giorni in cui il mare nostrum è al centro, come mai negli ultimi decenni, degli scontri geopolitici tra potenze del mondo. E come non riconoscere nelle tre Pietà il dolore degli altri, degli ultimi che cercano un porto sicuro, giustizia e fratellanza”.

“È davvero straordinaria l’occasione di potere ammirare, accanto alla Pietà Bandini, le altre due sculture che Michelangelo Buonarroti creò nel corso della sua lunga vita pensando al tema della Pietà; attraverso l’esposizione di due calchi storici - dichiara Claudio Salsi, Direttore dell'Area Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Musei Storici, Milano - gli elementi di continuità e discontinuità emergono con chiarezza quando con uno sguardo d’insieme cerchiamo di cogliere l’essenza di tutta l’opera del grande scultore toscano”.

“Tra gli appuntamenti di Mediterraneo frontiera di pace  - ha aggiunto Dario Nardella, Sindaco di Firenze - rifulge la straordinaria mostra che mette insieme per la prima volta le tre Pietà scolpite da Michelangelo. In un’epoca in cui l’arte sembra essere destinata sempre più a una dimensione virtuale, mostre come questa ci restituiscono la fragrante importanza di un’esperienza diretta della scultura anche attraverso il calco derivato dall’originale. Forse parrà un modo anacronistico di avvicinarsi ai grandi capolavori di Michelangelo, tuttavia ritengo possa essere di estrema attualità questa apparizione proprio per quella sua virtuosa immanenza. Lasciamoci emozionare dalla possibilità di mettere a confronto le tre Pietà di Michelangelo, sublimi incarnazioni del suo genio, della sua potente immaginazione e profonda spiritualità. Vederle accanto, in una sorta di dialogo ‘impossibile’, sarà un’emozione senza pari”.


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