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venerdì 17 gennaio 2020

Cronaca giovedì 06 giugno 2019 ore 11:02

Zone Rosse, commercianti infuriati contro il Tar

Gli operatori degli esercizi commerciali rivendicano di aver inserito nel Patto per Firenze le basi del provvedimento che è stato annullato dal Tar



FIRENZE — Confcommercio accoglie negativamente l'annullamento dell'ordinanza che individuava 17 zone rosse sul territorio fiorentino ed è intervenuta duramente nel dibattito innescato dopo la decisione del Tar Toscana sull'ordinanza del prefetto di Firenze. “Non ci interessa partecipare al dibattito politico, ma ci sentiamo parte in causa”, ha spiegato il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni che assieme al presidente Aldo Cursano si vedono "scippato" un provvedimento del quale si sentivano promotori dopo aver denunciato più volte "le stesse persone, negli stessi luoghi e per gli stessi reati".

L'associazione aveva denunciato in Prefettura una situazione che rappresenta i principi sui quali si era basato il provvedimento "le stesse persone, negli stessi luoghi, negli stessi orari, compiono tutte le sere gli stessi reati. Con un danno enorme per la sicurezza e l’immagine della città, dei fiorentini, dei turisti, degli operatori, di chi vive e chi lavora in determinati orari e in determinate zone ed ha il pieno diritto di godersi la città in sicurezza". Così oggi Confcommercio rimpiange l'ordinanza "il provvedimento rappresentava una risposta intelligente al problema e dava alle autorità strumenti utili per reprimere forme ed episodi di criminalità che avvelenano la nostra città”. Marinoni accusa “Adesso si torna indietro e si restituisce la città al malaffare. È chiaro, al di là e al di fuori della politica, che non ci appartiene e non ci interessa, che non possiamo esserne soddisfatti...”.

 Il presidente della Confcommercio fiorentina Aldo Cursano rivendica nel Patto per Firenze un embrione dell'ordinanza prefettizia ed ha aggiunto “Intorno alla questione sicurezza abbiamo coalizzato molte delle forze economiche e sociali che hanno a cuore la città, così è nato il nostro Patto per Firenze, un documento firmato da cinquanta degli imprenditori più importanti del terziario locale che hanno voluto insieme esprimere idee e suggerimenti per promuovere benessere ed economia della città. E la lotta a degrado, illegalità e criminalità è stato proprio uno dei punti più sentiti di questo documento. Ci siamo stancati di restare testimoni impotenti di fronte a tante situazioni spiacevoli e pericolose. Intollerabile poi sopportare la strafottenza, quando non le vere e proprie minacce, dei delinquenti che abbiamo denunciato e che dopo poco tornano a spacciare, rubare o commettere altri crimini di fronte ai nostri locali, spesso ai danni di clienti, residenti e nostri dipendenti”.

Il presidente della Confcommercio fiorentina commenta infine “Ci pareva che il provvedimento della Prefettura fosse uno strumento equo ed utile a risolvere i problemi. Adesso viene invece addirittura strumentalizzato... non ci stiamo! Salvaguardare la libertà di movimento e l’incolumità di chi vive, opera o semplicemente passa in certe aree, soprattutto del centro storico, ci pare questione di civiltà più che di faziosità politica...”.



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