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Sport giovedì 03 dicembre 2015 ore 14:42

Un goal per l’inclusione sociale

Un progetto della Polisportiva Isolotto che offre l’opportunità ai bambini e ai ragazzi con disabilità intellettiva di sperimentare il calcio



FIRENZE — Presentato a Palazzo Vecchio il progetto della Polisportiva Isolotto "Un goal per l'inclusione sociale", alla presenza dell’Assessore allo Sport Andrea Vannucci, del Presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni, della Presidente della Commissione Sport del Q. 4 Barbara Felleca, del Vicepresidente dell’Upd Isolotto Gino Fantechi Materni, di Antonella Falugiani dell’Associazione Trisomia 21, di Franco Torrini Segretario dell’Associazione Artemio Franchi e del Signor Giuseppe Moscato promotore dell’idea.

La Polisportiva Isolotto di Firenze si sta impegnando da tempo in un progetto teso ad offrire l’opportunità ai bambini e ai ragazzi con disabilità intellettiva, di sperimentare il gioco del calcio insieme ai loro coetanei normodotati con l’obiettivo di divertire, di dare anche l’opportunità di vivere un’esperienza ludica e sperimentare il senso di appartenenza al gruppo.

Per far questo saranno coinvolti gli organi istituzionali del Quartiere 4, in particolare la presidenza, la commissione sport e la commissione ai servizi educativi e culturali, l’Associazione Trisomia 21 di Firenze, la Fondazione Artemio Franchi ed il Settore giovanile scolastico FIGC Toscana.

E’ chiaro che strutturare un’attività di questo spessore vuol dire mettere insieme precise esperienze professionali ed a tal fine UPD Isolotto ha ricercato preziose collaborazioni come quella con la “Totti Soccer School”, una delle scuole calcio italiane che per prime in Italia hanno sviluppato il calcio integrato.

Nel primo anno del progetto (2015/2016) è previsto il coinvolgimento di 10 tra bambini e ragazzi con requisiti simili che saranno seguiti da un coagulo di professionisti che ha elaborato il progetto pilota: una pedagogista coordinatrice delle attività socio educative, un insegnante specializzato polivalente, uno psicologo, uno Psicomotricista, un Fisioterapista ed inoltre istruttori ed assistenti.

Anche per i genitori è previsto un coinvolgimenti nelle attività di progetto. Saranno chiamati a collaborare per lo sviluppo di una maggiore consapevolezza del rapporto che si verrà a creare tra disabili e normodotati.

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