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Cultura martedì 23 novembre 2021 ore 17:27

Uffizi nel regno pop con l'autoritratto di Lodola

la donazione
I protagonisti alla donazione evento

Anche Sgarbi, Morgan, Andy e Gigliola Cinquetti oggi in Galleria per la donazione della prima scultura di luce ad entrare nel tempio del Rinascimento



FIRENZE — Un volto scolpito nel neon, prima scultura di luce nel suo genere a entrare nella collezione della Galleria degli Uffizi, accompagnata nel suo ingresso in museo dalle leggendarie note di classici come Love me tender, Heroes, Bohemian Rhapsody, Singing in the rain e persino una commovente versione di Non ho l’età cantata da Gigliola Cinquetti. E’ stata una cerimonia super pop, quella della donazione alle Gallerie dell’autoritratto dell’artista Marco Lodola, creatore del presepe luminoso con i grandi della musica leggera (e la Cinquetti nei panni della Madonna) che, nelle passate Feste natalizie ha colorato le notti degli Uffizi. 

Teatro dell’evento - durante il quale anche stato presentato anche il catalogo dell’installazione natalizia, ‘Stelle delle Genti’ pubblicato da Gallerie degli Uffizi e Mirabili - è stato l’auditorium Vasari della Galleria, trasformato per l’occasione in una sala da concerto con tanto di pianoforte a coda, per accogliere la speciale musicale esibizione di Andy e Morgan. Al centro, a fare da protagonista, lo stesso autoritratto di Lodola: una installazione sfavillante al neon di oltre un metro per un metro, Il Volto e l’Anima, realizzata in perspex, che raffigura l’autore nei suoi 40 anni. 

Ospite d’onore dell’evento, condotto dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt ed al quale ha preso parte anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi e l’ex manager della Rai Nicola Sinisi, non poteva che essere Gigliola Cinquetti. La cerimonia è stata aperta da Morgan ed Andy, con l’esecuzione di un brano del repertorio Bluvertigo, Complicità

Poi spazio agli interventi dedicati all’opera con Lodola che ha confessato: "E’ una strana sensazione stare accanto ai grandi del passato. Firenze poi è una città che amo molto. Io ho studiato a qua, all’Accademia delle belle arti, anche se non l’ho frequentata tanto perché la mattina, quando bigiavo, venivo qui agli Uffizi a imparare. La visione delle opere esposte è la migliore delle lezioni".

Per Sgarbi, “è legittimo che un artista, oggi, abbia l’ambizione di essere presente nella galleria degli Uffizi. Lodola ha avuto la richiesta dell’autoritratto dal direttore stesso, con somma lusinga da parte sua; è un artista solitario, che ha perseguito l’arte attraverso i medium di vetro, plastica, luce. La sua è senza dubbio un’opera anomala agli Uffizi; Lodola arriva sulle ali di un bagliore di luce, luce elettrica. E così agli Uffizi entrano linguaggi completamente nuovi. Perché una icona di se stessi fatta con la luce elettrica agli Uffizi non c'era; adesso invece sì".

A trascinare lo show della donazione però è stata la musica, con la travolgente performance di Morgan al piano e Andy a sax e chitarra in una cavalcata tra alcuni dei più grandi successi del pop internazionale. Emozione alle stelle, poi, quando Gigliola Cinquetti a sorpresa ha preso il microfono per duettare con Morgan in una versione intima ed intensa di Non ho l’età. Chiusura e saluti con un altro grande brano della canzone italiana: Arrivederci, di Umberto Bindi, cantata di nuovo in due da Morgan e Gigliola Cinquetti.


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