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Attualità mercoledì 21 ottobre 2020 ore 19:10

Tutti a bordo ma con l'incubo del Covid

Si moltiplicano sui social le foto scattate a bordo di tram e bus per segnalare il raggiungimento della capienza massima, ma fino a ieri erano vuoti



FIRENZE — La seconda ondata di Covid-19 ha stravolto la vita dei pendolari e dei passeggeri abbonati del trasporto pubblico locale, alle fermate è salita l'apprensione per la capienza del bus o del tram tanto che molti passeggeri si sono ritrovati a fotografare gli abitacoli per pubblicare poi sui social le vetture piene di passeggeri. "Eravamo troppi" ed ancora "troppo vicini", "non serve a nulla chiudere le piazze" oppure "bar e ristoranti sono l'ultimo problema" perché durante gli spostamenti quello che preoccupa è il contatto tra le persone.

Gest contatta da QUInesFirenze ha spiegato che le vetture del tram viaggiano con una capienza massima di 215 persone ed attualmente sull'area fiorentina le frequenze sono al massimo della tabella oraria di riferimento. 

Gli autobus di Ataf possono circolare all'80% della capienza "Il calcolo si fa sul totale dei posti in piedi e a sedere, su una vettura di 12 metri si parla di circa 90 persone" è quanto ci spiega Massimo Milli della Rsu di Ataf.

Gli autisti sono stati i primi a lanciare l'allarme sulla gestione dei posti e sulla salita e discesa dai mezzi. A Marzo i sindacati hanno dato vita ad una protesta con l'apposizione di catenelle e divieti fatti a a mano, sostituiti poi da una regolamentazione ufficiale degli spazi: cabine guida isolate, porte anteriori sbarrate e capienza massima ridotta.

In primavera sulle vetture era obbligatorio indossare guanti e mascherine, mentre le mascherine erano fornite dall'amministrazione comunale direttamente a domicilio, per i guanti è stata creata una squadra di volontari per la distribuzione alle fermate. Le vetture si sono rapidamente svuotate però alla chiusura delle scuole e la bella stagione ha favorito l'uso della bicicletta, la scoperta dei monopattini e l'attività all'aria aperta con lunghe passeggiate urbane, nei limiti del metraggio consentito. 

L'imperativo è stato "incentivare la mobilità alternativa". Ma quando le giornate si accorciano, il tempo peggiora e arriva il freddo? Non era imprevedibile il cambio di stagione.

Con la riapertura delle scuole e l'arrivo delle piogge e del freddo le cose sono cambiate. Adesso il trasporto pubblico soffre e mentre gli autisti chiedono di mantenere alta l'attenzione con controllori da dedicare al conteggio ed alla verifica dell'uso dei dispositivi di protezione, ricade sui passeggeri il compito dell'autogestione degli spazi.

La "responsabilità individuale" di questo si parla oggi, ha preso il posto delle raccomandazioni e dei divieti. Ma quanto potrà reggere il sistema? 



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