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Attualità lunedì 16 agosto 2021 ore 20:00

Tram, la nuova fermata in centro divide la città

Quanto sarà utile la deviazione? E' questa la domanda pratica che precede il problema estetico del convoglio destinato ad attraversare San Marco



FIRENZE — Il cantiere per realizzare la nuova linea Firenze - Bagno a Ripoli è pronto a partire e più si avvicina l'inizio dei lavori più sale la preoccupazione per come cambieranno le dinamiche degli spostamenti in città.

Chi usa frequentemente il tram spinge per ampliare la rete ma qualche dubbio se lo sono posto anche i promotori del mezzo elettrico perché la rete deve essere efficiente con pochi ostacoli e, possibilmente, attese confortevoli sotto le pensiline, non previste, invece, sui viali.

La mobilità resta il punto focale: spostamenti in auto, in motorino e in bus sono sotto la lente di ingrandimento, nella scala delle priorità sono seguiti dai posti auto e poi dalle nuove infrastrutture come il nuovo ponte sull'Arno tra Bellariva e Gavinana ma c'è anche la staffa in centro storico verso San Marco, o come ipotizzato dal sindaco metropolitano, Dario Nardella "Fino a Palazzo Medici Riccardi" con un convoglio costretto però a tornare sui propri passi vista la pedonalizzazione del Duomo.

Piazza della Libertà, già snodo nevralgico per il traffico, diventerà il volano del tram dalla Fortezza verso piazza Donatello e verso Le Cure ma anche verso piazza San Marco. La penetrazione in centro storico fa discutere in merito alla sua utilità.

Che peso avrà quella deviazione che taglia in due i viali? 

Un conto è il passante Lavagnini - Matteotti - Don Minzoni, un altro sarebbe la staffa Libertà - Cavour.

I residenti tremano all'idea di perdere i pochi posti auto a disposizione che potrebbero tramutarsi in nuove agevolazioni per un posto mensile al parcheggio del Parterre. Ma interessati a come cambieranno i flussi ci sono anche gli autisti degli autobus che oggi fanno scalo obbligato a San Marco ed i tassisti che in piazza hanno la loro area di attesa. Forse a sperare sono i commercianti che da tempo pregano per rianimare la piazza.

Il consigliere di Fratelli d'Italia Jacopo Cellai insieme al capogruppo Alessandro Draghi sono intervenuti così sul tema "La fermata a San Marco è monca, nel senso che non ha continuità verso piazza Duomo ma torna indietro parallelamente a via Cavour. Se una persona viene dall’Isolotto, ad esempio, e deve andare in piazza Duomo cosa sceglierà di fare? Scendere alla Stazione e fare 5 minuti a piedi o fare altre 5 fermate di tram per arrivare in San Marco e fare comunque un tratto a piedi?".

Massimo Milli, vice segretario Faisa Cisal della provincia di Firenze ha commentato così il dibattito "Fermo restando l'utilità di questo importantissimo mezzo di trasporto, non dobbiamo minimamente sminuire l'importanza di una rete capillare di bus ben rivisitata e potenziata proprio in funzione della tramvia stessa. In merito al braccio della futura linea che arriverà a toccare piazza San Marco, non riesco tuttora a convincermi del fatto che la scelta dell'allora sindaco Matteo Renzi di non far passare il tram dal Duomo, sia stata la soluzione migliore, bensì un errore madornale".


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