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domenica 15 dicembre 2019

Attualità martedì 19 novembre 2019 ore 12:37

Tassa di soggiorno al bivio tra prezzi e stelle

La vice presidente del Consiglio comunale fiorentino ha proposto una svolta sulla rimodulazione delle tariffe da applicare ai soggiorni turistici



FIRENZE — L'imposta di soggiorno garantisce un gettito significativo per le casse comunali, ma l'aumento del tributo tenendo fermi gli attuali parametri ha scontentato le categorie economiche ed i piccoli proprietari. Sono infatti aumentate le tariffe per le sistemazioni meno lussuose, ad esempio ad una o due stelle, mentre ai 5 stelle è imposta una soglia massima di 5 euro.

La Giunta comunale di Firenze ha approvato la delibera che prevede, nel 2020, un aumento dell'imposta di soggiorno per tutti i soggetti nei limiti individuati dalla legge, ma secondo la vice presidente del Consiglio comunale del capoluogo toscano, Maria Federica Giuliani, l'impianto normativo non rispecchierebbe la realtà del fenomeno economico legato alla presenza turistica ed ha proposto una rimodulazione in base a nuovi parametri. Meglio attenersi alle stelle oppure ai prezzi? Il tetto dei 5 euro andrebbe comunque sforato? Sono questi alcuni degli interrogativi che restano sul tavolo delle città d'arte, fatta eccezione per Roma e Venezia alle quali è riconosciuta una maggiore flessibilità.

Giuliani ha interrogato l'assessore alle attività produttive, Federico Gianassi, per sapere quali siano stati i risultati dell'incontro con il ministro della cultura verso la modifica del quantum massimo applicabile che per Firenze è di 5 euro, che porterebbe ad una maggiore equità tra le fasce degli esercizi ricettivi tenendo conto che "l’aumento di 4 milioni previsto per il 2020 sarà per tutte le strutture eccetto che per quelle a 5 stelle".

“Nell'incontro con il ministro - ha detto la vice presidente Giuliani - è stata richiesta una legislazione nazionale uniforme che innovi lo stato attuale delle facoltà che sono concesse agli enti locali perché esiste una diversità di legislazione che riconosce una specificità solo a Venezia ed a Roma. Chiediamo che venga modificata la normativa nazionale in modo da creare un regime analogo per tutte le città ad alta vocazione turistica che tenga in considerazione il prezzo delle camere piuttosto che le stelle assegnate”. A Roma per un albergo a 5 stelle si applica una imposta di 7 euro.



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