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Attualità domenica 11 luglio 2021 ore 14:56

"Tari più cara? Ecco perché e come fare a ridurla"

Le Mamme No Inceneritore sono tornate in campo dopo l'acceso dibattito sui costi della tariffa per la gestione dello smaltimento dei rifiuti



FIRENZE — I costi per lo smaltimento dei rifiuti sono aumentati, l'ipotesi dell'aumento delle tariffe è stata però evitata da molte amministrazioni che sono intervenute con investimenti compensativi per mantenere fissi i parametri del 2020, come ha fatto il Comune di Firenze.

Sul caso sono intervenuti gli ambientalisti toscani, guidati nella Piana Fiorentina dalle Mamme No Inceneritore, un gruppo così denominato ma composto da famiglie di residenti principalmente della periferia di Firenze. Secondo il Movimento per invertire la tendenza occorre investire su "Raccolta porta a porta e differenziazione dei materiali"

In una nota le Mamme fiorentine commentano "Improvvisamente a metà 2021 si materializza quello che era facilmente prevedibile: l'aumento della Tari nei territori del cosiddetto Ato Toscana Centro. Adesso il facile leitmotiv di chi ha la responsabilità è il seguente: l'aumento dei costi gestione è colpa della mancata costruzione dell'inceneritore, e deprezzamento materiali riciclati".

Secondo le Mamme il problema nasce nel 2014 "L'assemblea dei sindaci di Ato Toscana Centro approva il Piano di Ambito 2014 - 2021. All'interno di questo piano vi era una analisi delle varie metodologie di raccolta rifiuti tra cui tabelle su "Efficienze di intercettazione di riferimento dei servizi di raccolta rifiuti". In questo documento è evidente come i sistemi di Raccolta porta a porta e in particolare con tariffazione puntuale abbiano delle performance nettamente migliori a tutti gli altri sistemi di raccolta. Nonostante ciò gli amministratori scelgono di basare tutta la politica dei rifiuti sulla costruzione di un grande inceneritore e sulla raccolta dei rifiuti tramite cassonetto stradale. A sette anni di distanza da quella scelta, la percentuale di raccolta differenziata, dove si è seguita questa politica, è praticamente rimasta al palo con scarsa quantità e qualità delle raccolte differenziate e conseguente danno alle varie casse comunali per il pesante conto annuale legato al costo delle enorme surplus di rifiuti indifferenziati da smaltire. E se nel 2019 l'Ato Toscana Centro ha raggiunto l'obiettivo minimo di legge del 65% è solo grazie a quei comuni che sono diventati virtuosi abbandonando la strada del cassonetto e sposando la raccolta domiciliare. Ne citiamo solo alcuni: Empoli, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Prato ma potremo continuare".

Il Movimento conclude "I comitati lo dicono da decenni, ma negli ultimi anni lo dicono anche le istituzioni europee, le aziende dei rifiuti e per ultimo anche il neo-ministro alla Transizione Ecologica: il problema della gestione dei rifiuti e la conseguente riduzione dei costi di smaltimento, elemento essenziale per allontanare il pericolo dell’aumento in bolletta, si potrà davvero ottenere solo incrementando le raccolte differenziate, e soprattutto intercettando in maniera massiccia la frazione organica dei rifiuti urbani: ciò si può realizzare iniziando a lavorare pesantemente su alcuni semplici punti: privilegiando la modalità di raccolta Porta a Porta con tariffazione puntuale, come indicato nel Piano di Ambito di Ato Toscana Centro è l'unica modalità che riesce a intercettare il 95% del rifiuto organico. Aumentando drasticamente la percentuale di raccolta differenziata di tutti i materiali, portando la quota di indifferenziato al di sotto dei 100 chili per abitante all'anno come avviene nei comuni, per esempio, gestiti da Contarina o nei comuni a Rifiuti Zero, a fronte degli attuali 300 chili ad abitante all'anno di Firenze. Realizzando, le cosiddette Fabbriche di Materiali, ossia impiantistica capace di minimizzare i rifiuti in uscita, massimizzando l'ulteriore intercettazione della frazione organica e l’efficiente separazione delle altre frazioni commercializzabili. Attuando politiche di tariffazione sui rifiuti dove si premia chi produce meno rifiuto, la Tariffazione Puntuale per privanti e aziende".

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