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Attualità lunedì 28 giugno 2021 ore 17:04

Aumento Tari, è guerra su impianti e porta a porta

La Lega ha attaccato la maggioranza, Fratelli d’Italia ha abbandonato l'aula ed anche Sinistra Progetto Comune ha respinto l'aumento della tariffa



FIRENZE — Proteste in Consiglio comunale a Firenze per l’aumento della Tari del 6 per cento in più l’anno fino al 2025. Al centro della polemica gli impianti di smaltimento non realizzati, con riferimento al termovalorizzatore, e la raccolta porta a porta avviata nei quartieri fiorentini che sarebbe troppo costosa da sostenere, nonostante il servizio abbia fatto raggiungere l'80 per cento di raccolta differenziata.

La Lega ha indossato magliette recanti la scritta “Meno tasse più impianti”, Fratelli d'Italia ha manifestato con uno striscione in piazza della Signoria, critica anche la Sinistra Progetto Comune che ha chiesto chiarimenti sul piano dei rifiuti.

Il Capogruppo della Lega Federico Bussolin ha dichiarato "Oggi Firenze senza un piano serio di smaltimento dei rifiuti e senza impianti innovativi si ritrova a pagare un rincaro della Tari del 6% ogni anno fino al 2025: una stangata per famiglie e aziende che, in questo periodo, sentono la crisi. Proponiamo con due mozioni la richiesta di un piano regionale dei rifiuti serio che tolga dallo stagno l’Ato Toscana Centro attraverso l’individuazione di un nuovo impianto di smaltimento e, per la città di Firenze, la rimozione della raccolta porta a porta svolta da Alia, troppo costosa considerando che per raggiungere i risultati richiesti di raccolta differenziata basterebbero i soli cassonetti intelligenti”.

I consiglieri Dmitrij Palagi e Antonella Bundu di Sinistra Progetto Comune "Pagare le tasse per ottenere una gestione dei rifiuti capace di arrestare l'inquinamento e contrastare i cambiamenti climatici sarebbe positivo: non siamo ostili a prescindere agli aumenti della Tari, ma proprio per questo riteniamo gravissimo quanto sta avvenendo in questa fase. In un'assenza totale di strategie regionali ecco arrivare gli ennesimi aumenti, in parte mitigati, dopo quelli annunciati nel 2019 per misteriosi sfalci e annunciate pulizie strade che poi sono sparite dai dibattiti del 2021. Erano parole del sindaco e del Partito Democratico: avremo più servizi e vi chiediamo di pagare di più. Non ci avevano convinto. Oggi ci dicono: gli stessi servizi di sempre costano di più. Nel frattempo è venuto fuori che per "liberare" Q.tHermo da HERA si è data una cifra nell'ordine dei 3 milioni alla multiutility: quell'inceneritore è sempre stata un'idea sbagliata e ora paghiamo gli errori della maggioranza senza nessuna strategia alternativa presente sul territorio. In questo modo è chiaro che le destre attaccheranno i costi del porta a porta e del rispetto dell'ambiente: una follia, di cui il centrosinistra deve assumersi tutte le responsabilità e porre rimedio, essendo forza di governo locale e nazionale.

Il capogruppo di Fratelli d'Italia Alessandro Draghi e il consigliere Jacopo Cellai hanno dichiarato "Contro questa follia che, già nel 2019, aveva visto un surplus aggiuntivo al quale non ha fatto seguito una crescita nella qualità dei servizi, delle infrastrutture e della gestione dei rifiuti. Troviamo ingiusto che per riequilibrare il buco economico venga aumentata la Tari, gravando su imprese e cittadini. L’amministrazione prenda la decisione giusta: utilizzi i fondi di riserva per sanare il debito, evitando alle famiglie l’ennesima ed ingiusta stangata economica. E, a fronte degli aumenti, abbiamo la raccolta differenziata imposta a ogni costo in zone inadatte e gli sfalci promessi ma mai aumentati, un problema che ogni fiorentino che frequenta le aree pubbliche vede con i propri occhi, quando deve pulire i propri animali domestici dai forasacchi" Draghi e Cellai durante la seduta del Consiglio comunale sono scesi in piazza della Signoria per un sit in di protesta, con loro erano presenti il consigliere FdI al Q2 Simone Sollazzo, Paolo Marcheschi, vice presidente dell'assemblea nazionale, e il dirigente Giovanni Gandolfo.

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