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lunedì 16 settembre 2019

Cronaca giovedì 15 febbraio 2018 ore 15:08

Studentesse stuprate, le domande inammissibili

Il gip: "Non torno indietro di 50 anni". Le due ragazze che accusano i carabinieri: "Siamo salite in auto con loro perchè ci sentivamo al sicuro"



FIRENZE — I 250 quesiti dei legali sono stati filtrati dal gip Mario Profeta. Il giudice ha ritenuto inammissibili alcune domande.

Il Corriere della sera ha riportato una sintesi delle domande presentate dagli avvocati. Profeta non ha ammesso alcune domande, come "trova sexy gli uomini che indossano la divisa?". Il gip, rispetto a un'altra domanda non accolta ("Quella sera indossavate biancheria intima?") ha detto di non voler tornare "indietro di 50 anni".

Le due ragazze statunitensi, di 21 e 20 anni, durante l'incidente probatorio del 22 novembre hanno ripercorso i fatti avvenuti il 7 settembre, quando poi denunciarono di essere state violentate da due carabinieri che le avevano accompagnate a casa.

Durante l'interrogatorio una ragazza ha detto che era "completamente ubriaca" mentre l'altra ha detto di essere stata "un po' brilla".

Nel racconto delle ragazze il carabiniere più giovane si è offerto di chiamare un taxi, dopo entrambi i militari si sono offerti di accompagnare le giovani a casa. E' qui che una delle ragazze ha detto "Più sicure di così non potevamo essere, chi meglio di loro".

Le due hanno raccontato di aver provato a fare un video durante il tragitto sull'auto della polizia, ma di essere state sgridate e di aver subito cancellato il filmato.

Arrivate a casa le giovani sono state accompagnate fin nell'appartamento dai militari. Una ha detto: "Immaginavo che ci volessero aiutare perché la mia amica non poteva stare in piedi" poi ha aggiunto di aver fatto le scale con un carabiniere mentre gli altri due salivano in ascensore.

Poi il racconto si è spostato ai tentati baci del carabiniere, con risposta negativa della ragazza: "Lui mi ha spinto contro il muro" e ancora "non mi ha minacciata però mi sentivo minacciata dal fatto che lui porta un'arma".

L'altra ragazza, quella che si era dichiarata ubriaca, ha spiegato: "Mi ricordo che ero contenta di essere arrivata a casa, ero molto grata ai carabinieri. Pensavo si prendessero cura di noi. Mi ricordo che l'ho baciato. Non gli ho detto di smettere ma tutto quello che ho pensato era: voglio dormire. Nel momento della violenza ero così sconcertata, quando nell'ascensore ha iniziato a toccarmi non avevo la forza di dire o fare qualcosa".



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