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mercoledì 29 gennaio 2020

Attualità giovedì 16 novembre 2017 ore 18:25

La capitale del gioco, nuove regole anti slot

Nel capoluogo toscano la spesa di chi gioca supera del 6 per cento la media nazionale. Pronto il nuovo regolamento comunale sul gioco



FIRENZE — Le nuove regole sono state presentate a Palazzo Vecchio dall'assessore allo sviluppo economico Cecilia Del Re e prevedono, tra le altre cose, il divieto di aprire nuove sale slot o sale scommesse nel raggio di cinquecento metri dai luoghi sensibili come le scuole, gli impianti sportivi, le chiese, gli ospedali, le università, le discoteche, le biblioteche. Ma anche musei, parchi e giardini. Non solo: non potranno essere concessi patrocini a iniziative o eventi organizzati da persone che gestiscono o hanno installato nei propri locali le cosiddette 'macchinette'. Dal momento dell'entrata in vigore del regolamento, poi, i siti di gioco online saranno esclusi dal wifi libero del Comune. I locali cosiddetti 'slot-free', cioè senza macchinette, potranno esporre il logo della Regione. 

Si tratta, ha detto Del Re, di un "intervento complesso che nasce nell’ambito di un lavoro fatto con Anci Toscana per arrivare a una regolamentazione il più possibile uniforme, e che poggia su uno studio dell’Università degli Studi di Firenze, a cui ci siamo rivolti dopo che il Tar aveva contestato la carenza di studi scientifici sulla ludopatia alla base della precedente ordinanza di limitazione degli orari”.

Proprio dallo studio sono emersi dati che destano non poca preoccupazione per la tendenza eccessiva a spendere nel gioco sul territorio fiorentino. Si parla, come ha detto la stessa Del Re, di un numero di punti gioco di oltre cinque volte superiore alla media regionale, di un incremento di oltre il doppio del consumo di gioco d'azzardo negli ultimi due anni e di una spesa per il gioco che supera del 6 per cento la media dell'Italia. "A questi dati corrisponde negli ultimi 16 anni un aumento del 76 per cento delle richieste ai centri Ser.D per disturbo da gioco d’azzardo”, ha concluso l'assessore nel commentare i risultati della ricerca svolta da Franca Tani, ordinaria di psicologia dello sviluppo a Firenze. 

Il regolamento fa riferimento anche ad apposite ordinanze del sindaco per quanto riguarda i limiti agli orari di apertura dei locali. 



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