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Attualità lunedì 27 gennaio 2020 ore 16:45

Shoah, medaglie d’onore per gli ex deportati

Cerimonia in prefettura per celebrare la Giornata della Memoria con gli studenti delle scuole fiorentine, consegnate onorificenze ai sopravvissuti



FIRENZE — A Palazzo Medici Riccardi è stato celebrato il “Giorno della Memoria 2020” con i ragazzi dell’Istituto Cellini, del liceo scientifico Castelnuovo e del liceo musicale dell’Istituto superiore Alberti Dante. Il prefetto Laura Lega ha detto “la memoria, mantenuta costantemente viva, alimenti nelle giovani generazioni un modo nuovo di essere cittadini attivi, responsabili, attenti all’altro e al vivere civile della propria comunità”. All'incontro ha partecipato anche il vice sindaco, Cristina Giachi.

Le medaglie d’onore che, in occasione del Giorno della Memoria, il Presidente della Repubblica concede agli ex internati nei campi di prigionia nazisti durante il secondo conflitto mondiale sono state consegnate tre medaglie alla memoria di Carmelo Gerace, Alviero Giachi e Armando Natali e sono state ritirate dai loro familiari, una quarta medaglia è stata attribuita a Sergio Erci, classe 1922, che ha raccontato la sua esperienza di deportato. Con parole semplici ed adamantine, Erci ha saputo raggiungere il cuore dei presenti che gli hanno tributato un lungo applauso.

Il prefetto ha spiegato “Mai come quest’anno la Giornata della Memoria assume un significato drammaticamente attuale, dopo gli episodi di razzismo e antisemitismo accaduti nelle settimane scorse. Sembrano tornare vivi tra noi quegli incubi che credevamo espunti dalla nostra società, dalla nostra cultura e dalla nostra sensibilità. E’ compito di tutta la comunità fermarsi a riflettere per rafforzare quel sistema valoriale improntato alla solidarietà e all’uguaglianza su cui si fonda la nostra Carta costituzionale. Solo un pensiero critico, che sia effettivamente vigile, capace di ragionare può portare a scegliere in modo consapevole tra il bene e il male, a non sottovalutare le azioni che ledono l’ordine pubblico, a non sovvertire le regole del vivere civile. Altrimenti, ha proseguito il prefetto, si rompe quel patto di civiltà che deve legare saldamente i cittadini perché siamo tutti una grande famiglia. Grazie alla memoria, che getta un ponte tra ieri e oggi e che è sempre più preziosa man mano che i testimoni diretti di un tempo vengono a mancare, possiamo fare quel salto di qualità per garantire una comunità sempre più coesa e solidale”.

Dopo l’intervento del prefetto, sono seguiti quelli del rettore dell’Università degli Studi di Firenze, Luigi Dei, e del rabbino capo della Comunità Ebraica fiorentina Gadi Piperno. Dimitri D’Andrea, ordinario di Filosofia Politica all’Università degli Studi di Firenze ha tenuto una relazione sul tema “Shoah, indifferenza e responsabilità individuale”.


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