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Attualità martedì 16 giugno 2020 ore 10:21

Servizi a rischio senza i 48 milioni dei turisti

Il sindaco di Firenze ha chiesto il ristoro dei mancati introiti della tassa di soggiorno per coprire le spese di manutenzione e dei servizi pubblici



FIRENZE — Il capoluogo toscano soffre un disavanzo di 180 milioni ed ha dovuto rinunciare soprattutto ai 48 milioni di contributo economico portato dai turisti che serviva a coprire le spese per i servizi pubblici. Infrastrutture, ambiente e turismo, questi i tre temi portati a Roma dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ha riassunto il suo intervenuto a Centocittà, su Rai Radio 1.

Questo il punto economico del capoluogo toscano "Abbiamo un disavanzo di 180 milioni di euro. Sono arrivati 10 milioni dal governo ma aspettiamo altre risorse. Ho chiesto che il fondo di ristoro della mancata entrata dell'imposta di soggiorno sia portato da 100 ad almeno 500 milioni perché da Febbraio i comuni senza i turisti non hanno preso niente. Noi abbiamo un mancato introito di 48 milioni di euro dall'imposta di soggiorno ed abbiamo chiesto il ristoro perché sono soldi che ci servono per pagare il trasporto, la manutenzione del verde, le iniziative culturali e la promozione economica".

"Siamo pronti a far partire i cantieri con gli investimenti previsti e con gli aiuti europei - ha spiegato - la nostra proposta è che i sindaci siano commissari per le opere superiori ai 2 milioni di euro per avere procedure più veloci. Le nostre opere strategiche sono la messa in sicurezza dell'aeroporto, il restyling dello stadio e la tramvia. Abbiamo chiesto rapidità nel ricevere i finanziamenti italiani e stranieri perché passa troppo tempo tra l'annuncio e l'arrivo dei soldi. Dei 7 miliardi di euro a Firenze sono arrivati 10 milioni, un terzo della prima tranche del Decreto Legge".

"Stanno arrivando i primi turisti, ho visto spagnoli e francesi - ha concluso Nardella - gli Uffizi ed i grandi musei sono aperti ma non mi sento di minimizzare dicendo che va tutto bene, non è così. Vogliamo rialzarci non ci arrendiamo ma c'è una cassa integrazione che non arriva, rimborsi ed aiuti fiscali che non si concretizzano. Abbiamo avanzato le nostre proposte al governo, adesso aspettiamo delle risposte". 



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