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Lavoro martedì 06 giugno 2023 ore 16:55

Scuola, in presidio prof, studenti e genitori

Un quaderno di lamentele comune a molte scuole quello sfogliato da professori, studenti e genitori di un fiore all'occhiello della didattica toscana



FIRENZE — "Cambiare rotta e ritrovare l’armonia" è lo slogan della protesta di lavoratori, studenti e genitori dell’Istituto Superiore Alberti-Dante sostenuti dai sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals e Gilda riuniti in piazza della Vittoria. 

Cahiers de doléances questo sembrano le richieste messe in fila durante il presidio e stonano con un fiore all'occhiello della didattica fiorentina e toscana quali sono l'Alberti e il Dante.  

"Hanno covato sotto la cenere per un po’ di anni, ma ora i problemi dell’IIS Alberti-Dante di Firenze sono esplosi in modo eclatante: vanno dal rispetto delle relazioni sindacali alla gestione organizzativa, dalla sicurezza alla trasparenza, passando per le mancate comunicazioni e la carenza di spazi nel centro storico" così spiegano la Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals e Gilda l'origine della protesta portata in piazza.

I sindacati spiegano in una nota "I lavoratori si sono riuniti in assemblea più volte e, insieme alle organizzazioni sindacali, hanno provato in tutti i modi a stringere i denti per arrivare alla soluzione dei problemi, i quali però invece di smorzarsi hanno raggiunto livelli ancora più acuti. Da qui la richiesta ai sindacati di organizzare un presidio di protesta, all’insegna dello slogan IIS Alberti-Dante nuova Direzione cercasi, per cambiare rotta e ritrovare l’armonia”.

"La Dirigenza non è stata in condizione di presentare una proposta di contratto integrativo chiara ed esaustiva e i lavoratori non conoscono ancora l’ammontare del loro compenso per il lavoro aggiuntivo svolto nell’anno scolastico che sta volgendo al termine. Inoltre i sindacati. avevano proposto alla Dirigente Scolastica di fare in modo che nel futuro l’orario dei docenti e l’assegnazione ai plessi venissero predisposti con criteri più condivisi e soprattutto più funzionali, senza le evidenti storture di quest’anno: professori che un giorno a settimana dovevano venire a scuola per restare in servizio una sola ora, a fronte di altri che nella stessa mattinata dovevano correre come trottole da un plesso all’altro. Nessun accordo neanche su questo. Dal punto di vista della gestione dell’istituto, la lista delle inefficienze si fa estremamente nutrita: mancanza di risposte a richieste di spiegazioni di lavoratori e famiglie; assenza di figure incaricate dalla Dirigenza di coordinare i vari plessi; ritardi inspiegabili nella redazione dei piani didattici a supporto degli alunni più fragili; mancanza di chiare indicazioni organizzative al personale ATA".

Ed ancora "Il documento di valutazione dei rischi in vigore fino a pochi giorni fa risaliva al 2020, epoca pre-Covid, quando i plessi erano tre e non cinque come quest’anno; le prove di evacuazione sono state effettuate solo a maggio inoltrato; lo scorso aprile il plesso Puccinotti (quello del Dante) è rimasto tutta la mattina aperto senza neanche un collaboratore scolastico di sorveglianza; non esistono disposizioni per il controllo antifumo durante la ricreazione".

Infine viene lamentata "poca attenzione alla comunicazione e alla trasparenza: il corpo docenti ha saputo degli ingenti fondi Pnrr assegnati alla scuola solo da poche settimane, mentre è dalla scorsa estate che la scuola ne aveva avuto comunicazione; i documenti da deliberare nei Collegi Docenti e nei Consigli d’istituto arrivano sempre all’ultimo minuto e da tempo viene chiesta la pubblicazione una rendicontazione più chiara sull’utilizzo del contributo volontario richiesto alle famiglie. In definitiva i lavoratori dell’istituto stanno vivendo una situazione non più sostenibile, che deve quanto prima trovare una soluzione, anche con l’intervento dell’Ufficio Scolastico Regionale, il quale è stato più volte messo a conoscenza delle criticità".

Infine lavoratori e genitori chiedono alla Città Metropolitana "Spazi adeguati per l’istituto nel centro storico, in modo da mantenere i vari indirizzi di studio nel cuore del patrimonio artistico di Firenze e contrastare così l’ampio fenomeno di svuotamento culturale".


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