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mercoledì 23 ottobre 2019

Attualità mercoledì 14 agosto 2019 ore 18:39

Santa Apollonia, Polveriera tra pusher e bivacchi

Lo spazio autogestito nel cuore del centro storico fiorentino sarebbe da tempo sotto assedio da parte degli spacciatori che occupano il chiostro



FIRENZE — Ad accendere nuovamente i riflettori sul Chiostro delle Badesse, nell'ex Convento di Sant'Apollonia è la destra fiorentina che interviene per voce del consigliere comunale Alessandro Draghi "La mensa universitaria, come ho denunciato più volte e come ho dimostrato con un video in loco, è nelle mani degli spacciatori". "Le aggressioni e le violenze si moltiplicano - ha aggiunto il consigliere di Fratelli d'Italia - persino i militanti dei centri sociali, che per anni hanno blaterato di accoglienza, si sono dovuti organizzare per presidiare fisicamente il luogo, da loro occupato. Un’amministrazione assente, malgrado le denunce e le testimonianze dirette, lascia gli spazi pubblici alla mercé dei delinquenti. Anche questa, come tante altre questioni, sarà affrontata in Consiglio comunale". L'ingresso al Chiostro è su via Santa Reparata, nel cuore storico di Firenze ma all'ombra del quartiere di San Lorenzo dove incombe lo scheletro abbandonato di un altro ex convento, quello di Sant'Orsola.

La promessa di Draghi di portare la questione nel Salone de' Duecento di Palazzo Vecchio arriva, in effetti, dopo una ferita apertasi a maggio scorso e la seguente organizzazione di un presidio fisso da parte del gruppo La Polveriera Spazio Comune che nel 2018 ha proclamato uno "Stato d'agitazione anti-spaccio". L'iniziativa seguiva un ennesimo episodio di aggressione così raccontato dagli stessi occupanti "Due persone sono state aggredite per aver cercato di allontanare degli spacciatori da Sant'Apollonia. Questa "banda" passa le sue giornate nel loggiato del chiostro provocando, minacciando e molestando chiunque passi loro davanti, non di rado mostrando coltelli. L'ultima è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: non siamo più disposti a subire la loro violenza e non siamo più disposti ad essere associati a tutto questo. Abbiamo deciso di iniziare un presidio popolare permanente per impedire l'accesso a questi soggetti. Sono tornati a minacciare il presidio con coltelli, ma sono stati respinti dal gran numero di persone e costretti a scappare lanciandoci codardamente bottiglie contro". Dopo alcuni giorni di polemica in cui si è riaffacciata l'ipotesi di sgomberare i locali del complesso che ospita l'Auditorium della Regione Toscana gli occupanti hanno precisato "nessuno invoca interventi polizieschi, e qua il problema non sono solo le dinamiche mafiose legate allo spaccio" confermando la volontà di respingere eventuali operazioni di sgombero.



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