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Attualità lunedì 04 settembre 2017 ore 15:10

Richard Ginori, il terreno non si vende

DoBank ha stoppato la proposta avanzata dal gruppo Kering, oggi titolare della Richard Ginori, per l'acquisto del terreno dove si trova la fabbrica



FIRENZE — Respinta la proposta di acquisto formulata da Richard Ginori per il terreno della fabbrica di Sesto Fiorentino: la proprietà del terreno (Ginori Re Spa in liquidazione), si legge in una nota, ha informato l'azienda del gruppo Kering del rigetto della proposta da parte di doBank, una delle banche creditrici della stessa Ginori Re.

"Richard Ginori - si legge - esprime il proprio sconcerto per questa incomprensibile decisione di doBank che mette seriamente a rischio la prosecuzione dell'attività aziendale". 

Richard Ginori, si legge ancora, ricordando che negli ultimi 5 anni la nuova proprietà ha investito 80 milioni di euro, "conferma la propria offerta presentata lo scorso giugno relativa all'acquisto del sito industriale, che occupa con le proprie linee di produzione e per cui oggi sostiene un importante canone di affitto, che resta valida fino al 30 settembre 2017, con l'auspicio che i vertici di doBank possano rivalutare la propria decisione, riallineandosi all'ipotesi di accordo raggiunto a fine maggio". 

Se ciò non accadesse, prosegue l'azienda, "Richard Ginori invita fin d'ora i soggetti che ne hanno titolo a valutare qualsiasi soluzione, compresa l'instaurazione di una procedura concorsuale, che possa consentirle di acquisire la proprietà del sito industriale entro il mese di dicembre 2017. Richard Ginori ribadisce, infatti, che non è possibile immaginare il futuro dell'azienda e dei suoi lavoratori senza l'acquisizione dello stabilimento, né di essere disponibile a protrarre oltre tale data una situazione di incertezza che si trascina da troppo tempo".

"Rifiutando l'offerta di acquisto dei terreni della Richard-Ginori, doBank si assume una responsabilità enorme davanti alla comunità di Sesto Fiorentino, ai lavoratori, alla storia della manifattura di Doccia e a tutto il Paese. Siamo sconcertati per l'esito di questa trattativa che sembrava avviarsi verso una conclusione positiva, prima della doccia fredda di queste ore". Queste le parole Lorenzo Falchi, il sindaco di Sesto Forentino, che si è scagliato contro la decisione di doBank che di fatto ha stoppato la proposta avanzata dal gruppo Kering, oggi titolare della Richard Ginori, per l'acquisto del terreno dove poggia la fabbrica.

"Ci sfugge - continua Falchi - la logica che sta dietro ad una decisione che mette a rischio occupazione e sviluppo in nome di calcoli incomprensibili". 

Tuttavia, assicura il primo cittadino, "chi pensa di poter distruggere tre secoli di storia per speculare sui terreni ha sbagliato indirizzo: la citta' di Sesto Fiorentino ha respinto gia' in passato tentativi di questo tipo", anche perche', sottolinea, "dal punto di vista urbanistico la destinazione dell'area non e' e non sara' oggetto di discussione". In queste ore "difficili e piene di incertezza, siamo solidali con i lavoratori della Ginori e seguiamo con attenzione l'evolversi della situazione. Abbiamo appresoconclude Falchi- che l'azienda intende confermare fino al 30 settembre l'offerta e i giochi sono ancora aperti: le banche non si lascino sfuggire l'opportunità di lanciare un segnale, di dimostrare con i fatti di essere al servizio delle persone e non del profitto". 

I lavoratori, si inseriscono i sindacati, "sono di nuovo ostaggio di un bieco gioco al rialzo per interessi speculativi". Per questo, annunciano Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Cobas, "la reazione a questa ingiustizia non si fara' attendere: i lavoratori in assemblea hanno votato per una mobilitazione a settembre le cui forme saranno decise dopo le notizie che arriveranno dall'incontro previsto al ministero", fissato per mercoledì prossimo. Le parti sociali, quindi, chiedono "un impegno diretto e incisivo del gruppo Kering per sbloccare questa inspiegabile e oltraggiosa situazione; inoltre, fanno appello alle istituzioni affinché facciano valere il rispetto delle comunità rappresentate e al mondo del credito affinché non perda l'occasione di lavorare per lo sviluppo e non per la speculazione". La Ginori, concludono, "rimarrà a Sesto Fiorentino accanto al suo museo".



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