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Attualità lunedì 11 aprile 2022 ore 17:33

Poveri sfrattati, se il vero aiuto è l'equo canone

Famiglie allo stremo, condomini ai ferri corti e per non subire distacchi salta la rata dell'affitto. Anche il contributo una tantum non basta più



FIRENZE — Dopo la crisi dovuta a due anni di pandemia ed i rincari energetici conseguenti alla guerra il mercato degli affitti già in allarme rischia adesso il tracollo sociale, anche il contributo una tantum che fino a ieri rappresentava una boccata di ossigeno è oggi una piccola toppa. Il problema sono i poveri di oggi, perché fino a ieri non lo erano.

Il Comune di Firenze ha annunciato un nuovo bando con un fondo da 700mila euro per erogare contributi affitti fino a 12.000 euro, lo strumento è utile ma rischia di non bastare. Servirebbe l'equo canone sparito negli anni '90.

Il Sunia negli ultimi mesi ha aperto nuovi sportelli ed ha ricevuto una quantità di chiamate superiore agli ultimi anni, questo perché le morosità incolpevoli sono aumentate e a differenza delle grandi crisi del 1993 e del 2008 non sono più legate solo alla perdita dei posti di lavoro ma anche ad una povertà sopraggiunta che ha reso inaccessibili le spese di tutti i giorni come pagare una bolletta.

La segretaria del Sunia, Laura Grandi, intervenuta più volte a QUInewsFirenze aveva lanciato l'allarme sul rincaro dei prezzi che stava già minando i bilanci condominiali dove i debiti si spalmano su tutti i condomini.

C'è un nuovo bando in soccorso dei morosi, come funziona il contributo?

"Il contributo una tantum aiuta l'inquino se si trova un proprietario che comprende la situazione e davanti all'ipotesi di non recuperare il dovuto rinuncia a parte del suo debito ed accetta i 12mila euro pagati direttamente dal Comune di Firenze. Il proprietario a quel punto ritira la procedura di sfratto e sottoscrive un nuovo contratto".

Perché potrebbe non bastare più?

"Gli affitti in una città come Firenze sono sopra la media, i conti vanno fatti su quei 12mila euro rapportati al canone mensile perché solo così si può avere un quadro economico della situazione".

Il Sunia, al fianco della Cgil con la Camera del Lavoro di Firenze, da anni chiede una rimodulazione dell'affitto sulla base del reale potere di acquisto delle famiglie.

Dall'analisi delle procedure di sfratto che il sindacato si trova a discutere in sede esecutiva spesso emerge una enorme incidenza dell'affitto sul budget famigliare tale da impedire all'inquilino di poter sostenere altre spese oltre a quelle alimentari. 

Da qui la crescente preoccupazione per il caro dell'energia che dal principio ha fatto registrare morosità per le spese condominiali ma rischiano di seguire le morosità delle utenze ed in tal caso le famiglie prima che incorrere nel distacco dei servizi essenziali, potrebbero smettere di pagare l'affitto. 

Un effetto valanga se si contano già 50 convalide di sfratto a settimana che equivalgono a 130 sfratti mensili con forza pubblica solo a Firenze.


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